“Una storia come tante” di Michele Vincelli

3 Giu 2021 | Narrativa

Oggi dedichiamo un post a “Una storia come tante” di Michele Vincelli.

La trama


Il libro racconta la storia di Angelina, e della lunga attesa del ritorno del suo Domenico. La ragazza è un abitante del piccolo paesino di Casacalenda. Ha vissuto con la sua gente gli anni della guerra, dell’occupazione dei tedeschi, e spera che, dopo tanta miseria e sofferenza, finalmente arrivi per lei il momento di una vita serena con il suo amato Domenico. Sogna di riabbracciare il marito, sposato poco prima che partisse per il fronte. Ma i giorni passano, gli anni trascorrono senza che lui la raggiunga di nuovo a Casacalenda. Così Angelina vive nell’incertezza dell’attesa, nel timore di non farcela. Ma anche se, apparentemente, nulla riesce a darle le certezze che vorrebbe, resiste e rimane fedele al suo sogno d’amore e di felicità. Quello che però la ragazza non sa, è che il suo Domenico è chiuso in un campo di prigionia, a Berlino. Ci sono, tuttavia, dei legami profondissimi, forti come le fibre che non si spezzano mai, che continuano a tenerli uniti, nonostante il tempo che passa, nonostante le distanze…

La mia opinione


Comincio con il dire, che ho trovato “Una storia come tante” di Michele Vincelli, una bella storia, autentica, in certi momenti commovente… E ci sono una dolcezza e una delicatezza particolari nel racconto, certamente da apprezzare.

L’ambientazione. Gran parte delle vicende narrate si svolgono a Casacalenda. Il paesino è un luogo isolato dal resto del mondo, in cui tutto sembra immobile e i cambiamenti sembrano impercettibili. Gli uomini e gli animali vivono in una strana comunione, e il passare del giorno è scandito dai rumori che risuonano nei vicoli. Sono suoni che fanno eco alla fatica di gente semplice, ma tenace. Giù per il pendio, fino alla valle, boschi frutteti e campi si intrecciano, si rincorrono placidi. Casacalenda è un luogo di pace, dove, però, presto arriva la guerra, anche se sembrava lontana. Per due settimane il paesino, essendo attraversato dalla linea difensiva tedesca Viktor, viene occupato dalla 26 divisione Panzer Division…

I personaggi. La protagonista femminile è la cara Angelina, che all’inizio della storia se ne sta affacciata alla finestra, in cerca di risposte. Angelina è una contadina, povera, senza istruzione, e che è rimasta sola, da quando ha “perso” il marito Domenico. Ha però dentro di sé un sapere affascinante, quello delle emozioni, dei sentimenti, che attraverso l’istinto le dice di essere tenace e coraggiosa. Conosce il valore della fatica ed è testarda e ostinata in ciò che fa. Lavora come un uomo per sopravvivere, per esprimere la rabbia perché Domenico le è stato portato via, per essere pronta quando lui tornerà. Il protagonista maschile, Domenico, è un uomo con un cuore grande. È una persona buona, che sa cogliere con leggerezza la bellezza nelle cose e nelle persone. Crede che far nascere la vita, che far crescere le cose, come lui faceva nella sua Casacalenda, sia un lavoro duro, ma bellissimo. Il campo di prigionia sembra piegarlo, ma lui non vuole arrendersi. Protagonisti e personaggi secondari, per quanto diversi fra loro, condividono tutti una stessa caratteristica: sono parte di una comunità che è stata dimenticata dal mondo. Non interessa loro l’ideale politico, vorrebbero capire perché tocca loro una sofferenza che non hanno meritato. Si interessano delle persone e sono i legami affettivi che li mantengono vivi.

Lo stile. la scrittura è piuttosto semplice ed il racconto lineare, e ciò sposa perfettamente con la natura della storia narrata. È una vicenda, quella raccontata, che coinvolge persone semplici e sentimenti profondi, e lo stile dell’autore riesce a trasmettere con una certa immediatezza tutto questo. Ho apprezzato molto il fatto che parte dei dialoghi sia scritta in dialetto, perché dà autenticità ad alcuni personaggi. La scelta di far seguire alle espressioni in dialetto una sorta di traduzione in formato corsivo permette di seguire e comprendere comunque ogni passaggio. Ho trovato interessante il fatto che nel racconto ci siano piccoli riferimenti a tradizioni e leggende (quella di Marcòffiè), o a figure tipiche, ma ora perdute del mondo contadino, come le magara – la fattucchiera- di Casacalende.

Perché leggere questo libro…


“Una storia come tante” di Michele Vincelli è un racconto personale, intenso, pieno di sentimento.
È una storia d’amore fra due giovani, che pur non comprendendo il perché delle atrocità attorno a loro, sopravvivono, alimentati giorno dopo giorno dal solo desiderio di ritrovarsi.
È un romanzo in cui riscoprirete il valore della dignità, della solidarietà e della compassione.
E poi c’è la vita delle persone…la memoria dei cari dell’autore.
Insomma se credete che nulla possa mai estirpare la speranza e l’amore vero da un cuore gentile, questo è il libro per voi.


La citazione


“È che nei sogni restano le briciole dei nostri desideri e neanche il tempo o le distanze sono capaci di cancellarle.”

Post by Sara P.

CREATRICE E AUTRICE

Sara Petrolini

sara
Mi chiamo Sara Petrolini. Sono un’archeologa laureata all’Università La Sapienza di Roma e un'autrice esperta di content management. Scrivo testi per diversi blog, di storia e archeologia per “Mondo Romano” e di libri e letture per “Latte e Biscotti”. Ho scritto brevi racconti ed ho pubblicato due romanzi: “L’uomo nella foto” ( Dialoghi 2020) e “La verità è figlia del tempo"( Porto Seguro Editore 2021)

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