Frances Hodgson Burnett probabilmente la conoscete per altro…
“Il piccolo Lord” o “Il giardino segreto”, sono le sue opere più famose.
Anche per me era così finché ho scoperto “Una nobile donna”.
E che dire?
È stata una sorpresa straordinaria!
Perciò sono felicissima di parlarvene nello spazio dedicato a recensioni libri e consigli di lettura.
L’autrice stavolta si lascia alle spalle la letteratura per l’infanzia.
Racconta dell’amore in epoca vittoriana, secondo una prospettiva singolare, che permette di introdurre temi importanti, se non addirittura rivoluzionari.
Parliamo del ruolo imposto alla donna dalla società contemporanea.
Ma procediamo con ordine!
La storia, che in sé può essere emblematica della condizione di tante donne dell’epoca, è raccontata in terza persona, e filtrata attraverso gli occhi di Clorinda, una protagonista fuori dal comune.
Tutto ruota intorno al fascino di questa strana creatura, che ammalia gli altri personaggi nel libro, e il lettore al di fuori di esso.
Gli altri personaggi vedono di lei l’immagine che la donna con caparbietà costruisce, di fascino e bellezza.
Il lettore scopre un’eroina indimenticabile che cambia e acquista sempre maggiore spessore durante la narrazione.
All’inizio Clorinda è una figlia femmina non voluta dal padre, come tante.
La mamma muore di parto, e il padre è troppo impegnato a perdersi nei suoi vizi per occuparsi di lei. Sir Jeoffry è un uomo iracondo, insensibile ed egoista, incapace di provare affetto per le donne di casa. Le sorelle maggiori di Clorinda sono relegate in un’area della casa lontana da lui. Crescono timorose e gracili. Lei, invece, è forte fisicamente e selvaggia. Tirannica, sboccata, prepotente, viziata da garzoni, stallieri e domestiche che sono gli unici che si occupano di lei.
Cresce praticamente come un maschio, finché il padre un giorno la ritrova. Clorinda è diventata negli anni una bestiolina irascibile e ingestibile e il padre è così incuriosito e divertito dagli eccessi della figlia che la prende con sé e ne fa sfoggio durante banchetti e feste.
La cosa straordinaria sapete qual è?
Che questa ragazzina, senza una amorevole guida e i giusti consigli, in un contesto sbagliato e scandaloso, lotta a modo suo per garantirsi un futuro.
Così se all’ inizio della lettura, l’avete odiata, perché egocentrica e piena di sé, con il vederla crescere comincerete ad amarla profondamente.
Perché ha un nerbo e una resistenza incredibile in un mondo fatto per gli uomini.
Perché la sua impetuosità è alimentata dalla consapevolezza di essere sola.
Clorinda è, sì, all’apparenza adorata da tutti, ma sa di non poter avere tenerezza, amicizia e aiuto veri da nessuno.
Si difende dalle minacce del mondo esterno solo affidandosi alla dignità, fa in modo che quasi niente e nessuno le sfiorino il cuore.
Cerca di dominare e piegare chi ha intorno per poter restare padrona del proprio destino.
Impara a essere impeccabile, continua a essere crudele con chi ha tradito la sua fiducia, ma è sempre leale e onesta.
E con la sua lingua tagliente e la volontà di ferro, capovolge gli schemi e dosa autocontrollo e passione, affetto e disprezzo, amando e punendo gli uomini che ha attorno.
Insomma, un libro da leggere per vedere una grande autrice sotto una luce diversa.
E per conoscere una protagonista carismatica come poche (che a me ha ricordato un po’ una Scarlett-Rossella 🔥)
Un applauso a Elliot Edizioni, che ha proposto la prima traduzione di questo libro (by Viviana Cerqua)
Post by Sara P.
















