Caro diario-Tutti al mare !!!!

da | 1 Giu 2020 | storie da ridere

All’inizio della nuova stagione, si apre per tutti i genitori e le genitrici zelanti il capitolo mare.
Dopo aver appena superato, o quasi , il grosso scoglio della didattica a distanza, ora se ne erge di fronte a tutti noi uno ancora più imponente: la stagione balneare. I più, quelli che naturalmente non hanno figli, avranno ancora un’idea idilliaca del mare del tipo: sole, crema, bagni rilassanti ed una buona lettura, se preferite l’ombra, sotto un accogliente ombrellone. Per gli avventori con prole al seguito invece la musica cambia. Innanzi tutto, prima di partire dovete ricordare di portare con voi, necessariamente, cose di cui non rammentavate l’esistenza. La crema solare è una di queste. È noto a tutti che anche un giovane frequentatore delle spiagge deve essere munito di una giusta protezione, per un bagno di sole consapevole. Ma per i ragazzini non si tratta di semplice crema solare. Si tratta di una materia sconosciuta con una pastosità fuori dal comune che vanta lo stesso fattore di protezione di un auspicato schermo statunitense contro gli alieni. Le sigle poi sono criptiche sp, fs seguite da oscuri codici alfanumerici. Ma se vi siete spremuti le meningi per padroneggiare la misteriosa disciplina della scelta della crema solare e ne siete usciti con soddisfazione e successo, non gongolate, ma sappiate che è solo l’inizio. Cioè la prova più grande la dovrete superare in loco. Qualsiasi sia il formato e l’aspetto del contenitore, dispenser, tubetto, spray, non riuscirete comunque a spalmarla in modo uniforme sui vostri figli. Questi, già al primo spruzzo, al primo timido tentativo di applicare il fastidioso strato avranno cominciato a sguisciare come salamandre fra le vostre mani. Loro povere creature smaniano per andare a giocare, vogliono raggiungere gli amici, ma non possono nemmeno immaginare l’aspetto che realmente hanno in quel frangente. Sembrano dei moicani con curiose strisce di impasto sulla faccia, mischiati, in forma di inedito ibrido ad una fettina panata. Perché la crema fa questo, attira la componente metallica della sabbia …non può essere altrimenti. Perché è impossibile spiegare in un altro modo perché appena stesa la crema già fastidiose macchie di sabbia ci si appiccicano sopra. Poi con delle mani unte avrete toccato il flacone fino a farlo cadere e naturalmente l’orifizio della crema si sarà otturato causa granelli di sabbia. Allora dovrete cedere: quel goffo improbabile tentativo di spalmare i vostri figli resterà l’unico possibile per l’intera giornata.
Dopo il momento crema ogni volta che proverete a sedervi sul lettino i vostri figli richiameranno la necessaria attenzione con una serie di assurde richieste in un ordine che mai avreste pensato possibile.
Voi ovviamente per non sentirli li avete incremati senza nemmeno esservi spogliati o senza aver abbandonato a terra il fardello che vi trascinate dietro. Sì perché siete arrivate cariche come mule. Magari avete un abbonamento ombrellone o un contratto stagionale con cabina, ma non serve a niente: ogni giorno dovrete portare sempre più cose, sempre più necessarie. Quindi come delle bestie da soma state lì impalate a scaricare dalla schiena il bagaglio appena i bambini si allontano. Avete vettovaglie per un reggimento. Al mare i ragazzini mangiano continuamente e cose assurde. Pizza ad intervalli regolari di 15 minuti; cornetti dopo la pizza, poi pasta, insalata di riso, pure pollo con i peperoni, ma in un ordine confusionario che vi sconvolge la mente. Tipo : “mamma, posso mangiare la pizza?” Ore 9.00.
“E poi c’è il cornetto?” ore 12.00.
Poi serve il succo, la pasta e le merendine e poi il gelato. Fra ogni portata però, voi dovete stare lì a ringhiare per garantire loro i giusti tempi di attesa prima del bagno. Ed iniziano i dubbi esistenziali: ma dopo un cornetto quanto dovete aspettare per poter fare il bagno? E se è cornetto più succo? Per il pranzo tre ore, ma se uno ha mangiato la pizza per pranzo? Deve aspettare come per la merenda? In certi casi evocate gli spiriti per avere una risposta: pensate a quello che vostra madre, la nonna o la bisnonna, e tutti i trisavoli vi avrebbero consigliato. In alcuni casi c’è chi si affida ai Santi, soprattutto i papà quando sono soli con i figli che lagnano particolarmente per il bagno. In quel caso, i Santi, tutti consultati allo stesso momento vengono però chiamati in causa con un tono più deciso e con un intento meno di consultazione, ma forse più di critica. Ho sentito pure alcuni dire “e tu’ madre che sta a lavoro ha capito tutto”. Credo sia un’esclamazione venata di un certo tono polemico come a sottolineare un’intenzione della genitrice di sottrarsi al tira e molla del magna e fai il bagno.
Ma siamo arrivati già al punto 2. Bene o male li avete incremati e sfamati. Per il bagno che i pargoli tanto agognano entrerete nella fase tre. Ovviamente tutto dipenderà dall’orario a cui siete arrivati in spiaggia. Se dovete gestire le tre ore dopo il pranzo senza il bagno preparatevi al peggio. Bisognerà incremarli di nuovo e con accortezza per l’avvento delle ore calde. Vi incremerete voi stesse, sudando e grondando come fontane: il sudore mescolato alla crema, che a mio avviso aumenta la percezione del calore, produrrà una melma sapida e appiccicosa che vi scorrerà addosso mentre andrete a ripescare i vostri che ignorando le vostre disposizioni tenteranno di fare il bagno approfittando di ogni distrazione. Poi arriveranno le 4.30 e pure se l’acqua è torbida e limacciosa, o cristallina e gelata vi dovrete buttare con loro perché i bambini non si lasciano da soli in acqua. Non si fa nemmeno se avete rischiato un infarto gonfiando a bocca, sempre in quelle ore di calura estrema 4 braccioli, una ciambella, un canotto ed un coccodrillo, perché, cazzo, quando tocca a voi la pompa per gonfiare i giochi non funziona mai. Così sudate, senza fiato, congelate o ricoperte di una coltre di limo arriverete all’ora di ripartire. Li tirerete fuori dall’acqua minacciando le punizioni più assurde e poi doccia, giochi da riporre, vestiti…insomma guarderete l’orologio piangendo, pensando che , evviva la scuola è finita!! , ma Evviva inizia la stagione balneare!!!

L’AUTRICE

Sara
Petrolini

Archeologa, Guida turistica e Scrittrice

sara

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