Tesori perduti: La carta igienica

da | 21 Apr 2020 | storie da ridere

Tesori perduti: la carta igienica.
Una mia cara amica , Ilaria , che io ringrazio vivamente, mi ha suggerito il tema di questo articolo. Io, indagando ed osservando in prima persona sono arrivata a delle conclusioni strabilianti.
Ho seguito dei coraggiosi reportage sull’andamento del commercio in tempi di Coronavirus ed ho potuto verificare che 2 sono i generi o meglio gli articoli che hanno incrementato vertiginosamente le vendite: il lievito di birra, la carta igienica.Osservazioni scientifiche, condotte sul campo mi hanno confermato il dato teorico. Nel tempo trascorso in fila prima di entrare nel supermercato ho notato che effettivamente i carrelli altrui sono solitamente pieni di carta igienica. Confesso di non aver visto il lievito. Ma se combiniamo i dati teorici con la ricerca in situ in maniera più rigorosa, il risultato è ancora più misterioso. Servizi di approfondimento dicono che la vendita del lievito di birra è salita del 200% perchè la gente annoiandosi si dedica alla panificazione in casa con più assiduità. Quindi il lievito manca perchè ricorrete al genere il 200% di volte in più rispetto al passato. Se il modello funziona, mi verrebbe da pensare come prima cosa che noi tutti frequentiamo il cesso il 200% delle volte in più rispetto al passato. Tuttavia il dato teorico non sposa con l’aspetto perfettamente sano dei compratori che ricorrendo alla carta igienica con tale frequenza dovrebbero essere affetti quanto meno da dissenteria o simili. Insomma niente disidratazione. E allora che ci facciamo con la carta igienica? La mescoliamo al lievito di birra con qualche oscuro obiettivo, oscuri propositi? Boh !?! Però mi sembra poco probabile. Allora ci sono due altre possibili ipotesi . La prima è psicologica. Le angosce e le paure più profonde dell’umanità attuale si traducono tutte in un unico incubo: essere colpiti da un particolarmente intenso fermento gastro intestinale e non avere alcun mezzo per tamponare il fenomeno. Oppure siete lì seduti bloccati senza mezzi per poter intervenire quando bussano alla porta.Ma chi potrebbe bussare alla porta? Cena a domicilio, personale socio sanitario di emergenza o pompieri…Loro potrebbero bussare e voi potreste non aprire se in quel preciso momento vi trovate nel bagno sprovvisti di carta igienica. Ci può stare , sono tempi duri questi. Ma tutto ciò no basta a spiegare l’ingente smercio di carta igienica. C’è però una seconda spiegazione, più pratica. La carta igienica potrebbe essere un po’ come il maiale. Saggezza popolare recita “del maiale se usa tutto , non se butta niente”.
E allora, senza scendere in particolari torbidi, riflettiamo sull’uso delle diverse componenti del rotolo. Non vi sto a spiegare la pratica complessa legata alla parte esterna, composta di morbidi e a volte profumati strati di veli. È più intrigante certamente l’uso che si fa dell’anima del rotolo: il cilindro in cartone grezzo. L’uso alternativo più diffuso del rotolo grezzo pare siano i lavoretti per la scuola…e qui si spiegano tante cose. Voi poveri cristi riempite i carrelli di carta igienica, perchè nella realtà, non la usate ! La srotolate semplicemente e ci otturate la tazza del gabinetto perchè è vicina la scadenza per la consegna del lavoretto di arte ed immagine. Voi arditi pionieri dell’oggetto polifunzionale, con il rotolo della carta igienica avete prodotto di tutto. Il regalo per la festa del papà è stata la prima opera, una sorta di smoking infeltrito disegnato sulla superficie ruvida de rotolo. Ma poi perchè un padre si meriterebbe di essere rappresentato e celebrato in forma di carta igienica ? Ai posteri l’ardua sentenza. Ma c’è di più: avete realizzato la colomba pasquale tagliando in cilindri il rotolo ricomponendolo e poi dipingendolo. Poi vi siete dedicati all’uovo. Be’ la colomba non era male,ma l’uovo? Come ottenere un uovo e non il colombo dal cilindro? Con il rotolo della carta igienica avete prodotto un uovo di Pasqua di una tale ambiguità nella forma che avete subito capito che sarebbe stato impossibile covarlo. Ma alla fine siete stati rapiti dall’oggetto , dal suo mistero , dalle sue potenzialità, non negatelo! Così l’avete usato come cannocchiale, avete provato a fumarlo quando dal tabaccaio la fila era troppo lunga e forse ci avete preparato perfino involtini da friggere. Tanto “fritto è bono tutto, pure la sola delle scarpe!!
Insomma il rotolo è stato per voi il Santo Graal della quarantena! Ma siatene fieri: siamo un popolo di inventori ed artisti….non di navigatori al momento , ma riprenderemo presto anche quello!!!

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L’AUTRICE

Sara
Petrolini

Archeologa, Guida turistica e Scrittrice

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