Panni

da | 21 Nov 2020 | Caro diario

Leggevo, l’altro giorno, un articolo interessante sui film horror girati di giorno ed ho realizzato, che a secondo delle fasi che ciascuno di noi attraversa le prospettive cambiano drammaticamente. Dunque in queste pellicole, la minaccia, alla luce del giorno , veniva da gruppi di entità malefiche. Cioè “assembramenti” innaturali in cui il maligno o la paura si manifesta. Ad esempio “Tremors”: lombriconi affamati rampanti e giganti che saltano fuori dalla terra; oppure “Uccelli” pennuti aggressivi che in stormi infiniti assaltano poveri cristi, chiusi in casa; e poi c’era questo film -ma non ricordo il titolo- , in cui dei turisti inglesi, finiscono su un’isola popolata da soli bambini, perché questi, ovviamente, fanno fuori tutti gli adulti. Terrore, paura, allo stato puro. Alcuni di questi film li ho visti, ed effettivamente sono rimasta scioccata. Così mi sono chiesta: se oggi dovessi scrivere una sceneggiatura, per un film horror con ambientazione diurna, in cosa infonderei lo spirito del maligno.

Ecco io lo intitolerei “Panni”. Perché? Perché gli elementi alla base dell’horror ci sono tutti. Ma procediamo con ordine.

  1. Misteriose apparizioni. I panni che siano sporchi o puliti si moltiplicano. Cioè dopo le 100/150 lavatrici del fine settima, voi sperate di essere a posto. Stendete su ogni superficie disponibile: sul filo in giardino, sullo stendino vostro, dei suoceri, e del vicino di casa che è fuori per lavoro; su termosifoni, intelaiatura della doccia e perfino sedie in camera da pranzo. Se non basta usate il ferro battuto del letto, perfino la testiera, trasformando il vostro talamo in un moderno baldacchino. Le mutande le sistemate su pomelli dei pensili e maniglie delle finestre. Ma non basta. Allora vi chiedete: ma come è possibile che ci sia una catinella ancora piena? Nessuno lo sa, ma quello che è certo è che sta per iniziare in gioco perverso. Ogni volta che vi girerete, prima come un’ombra fugace, poi come una presenza inquietante, appariranno panni ovunque. Vedrete quel famoso calzino, che da tempo era scomparso, apparire in luoghi oscuri: dietro il televisore, sotto un letto, sul davanzale della finestra o nel frigorifero. Toglierete il mucchio minaccioso di vestiti ammassati sul cesto dei panni sporchi, ma dopo pochi secondi nuove camicie o canottiere vi osserveranno strafottenti dal cesto. Vi chiederete se la responsabilità sia vostra, del doppio cicchetto della sera prima, di una mutazione genetica della fibra vegetale che l’abbia resa capace di riproduzione asessuata; o se ci sia sotto una losca trama, il tentativo di farvi impazzire come in un film di Hitchcock. E tutto proseguirà così…seguirete una scia di capi d’abbigliamento fino alla casa della strega, riceverete una sciarpa avvelenata, o una lana grezza vi pungerà costringendovi a dormire per lunghissimi anni (Storia che detto fra noi si fonda su un grosso malinteso. Pensate un po’ a voi stesse, ora, sfinite, sfatte dalla routine domestica, compresi orli e cucito. Finalmente potete dormire indisturbate, ed uno in calzamaglia vi sveglia per riportarvi ai vostri doveri coniugali. Improperi, insulti…ma come dicevamo le prospettive cambiano col tempo).
  2. Rumori sinistri. La lavatrice. Dovete caricarne una quantità prossima all’infinito per riuscire a stare al passo con i bisogni familiari. Qualche volta, per compassione, o perché vi sentite in colpa, visto che il più lo fa lei, restate ad osservarla. All’inizio sembra tutto normale. Poi il poltergeist si affaccia. È sfinita: fischia, sibila, scricchiola, ed al quinto ciclo con centrifuga, vi accorgete che ha perfino camminato, spostandosi in quel ritaglio di casa in cui l’avete relegata. Non parliamo poi dell’oblò. In principio, il continuo roteare dei panni sembra soporifero e rilassante, poi cominciate a vedere forme insolite nelle cose che girano, e da ultimo inizia un trip surreale, stile Brucaliffo di “Alice nel paese delle meraviglie”, o più suspense tipo Vertigo. Inquietante, misterioso… chi ha inventato il cestello e la centrifuga era un visionario.
  3. Magia nera. Il capitolo bucato sfugge spesso alla vostra comprensione. Cose lavate e rilavate già spesso, a volte stingono inaspettatamente. Tramutano le virili t-shirt di coniugi e compagni, bianche e sexy alla Bruce Springsteen (magariiii !!!!) , in attillate “pink-shirt” , un po’ vintage, un po’ “Grease”. Maglie nate come oversize diventano un caliente bolero. E sempre i soliti calzini, che entrati in due appaiati, escono in solitudine a mesi di distanza, vi fanno credere nell’esistenza del sovrannaturale..
  4. L’inquietudine il tormento del protagonista. Ma l’anticalcare dove si mette? Nel cassettino? Ma che differenza c’è fra il detersivo liquido, in polvere, in capsula o tab. Perché ci sono retine o dosatori dalle forme più disparate? Tequila boom-boom? Incertezza…inadeguatezza. Pure distacco e disagio, se i panni vi cadono di sotto mentre stendete sul balcone. Insomma, anche se pensate di essere travolte da una noiosa routine, sappiate che dipende dal punto di vista. Sta a voi essere horror, suspense, noir o thriller.

CREATRICE E AUTRICE

Sara Petrolini

sara

Mi chiamo Sara Petrolini e sono un’archeologa laureata all’Università La Sapienza di Roma ed autrice esperta di content management. Scrivo testi per diversi blog, di divulgazione scientifica per “Mondo Romano” e di intrattenimento per “Latte e Biscotti”; ho scritto brevi racconti ed ho pubblicato il mio primo romanzo, “L’uomo nella foto” con la casa editrice Dialoghi. 

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