Oggi parliamo di “Il Banchiere assassinato ” di A. de Angelis

2 Mag 2022 | Gialli e Mystery

Oggi parliamo di “Il Banchiere assassinato. Le inchieste del Commissario De Vincenzi ” di Augusto de Angelis edito da Le Mezzelane Casa Editrice.

Il libro,  un romanzo giallo scritto nel 1935, è un vero gioiello.

La trama

Siamo a Milano in una notte fredda e avvolta da una nebbia insidiosa. Il Commissario De Vincenzi è chiuso nel suo ufficio per il turno di notte, quando riceve la visita di un vecchio compagno di scuola, Giannetto Aurigi. L’uomo è agitato,  inquieto, nervoso e De Vincenzi è sinceramente stupito dalla sua apparizione.  Pochi minuti più tardi, però,  il telefono dell’ufficio squilla. C’è stato un assassinio proprio nell’appartamento di Aurigi e lui sembra il principale indiziato. L’uomo ucciso è infatti un banchiere, al quale Aurigi doveva una grossa somma di denaro.

Eppure, anche se il caso sembra già risolto,  nella mente di De Vincenzi i conti non tornano. 

Lui è pronto a sfidare le convenzioni e il pensare comune per scoprire la verità. 

La mia opinione

Comincio con il dire che io sono semplicemente entusiasta di questo libro!

Non avevo letto mai nulla di questo autore,  e non avevo idea, perciò,  di quale meraviglia potesse essere questo giallo. Non ha niente, assolutamente niente, da invidiare a un giallo di qualche super autore straniero contemporaneo di De Angelis. 

Ma procediamo con ordine 

I personaggi.  De Vincenzi è un giovane commissario a capo della squadra mobile di Milano. È un poliziotto tutto particolare,  e tanti non riescono nemmeno a capire perché  sia diventato commissario di pubblica sicurezza. È uno che nasconde i libri sotto le scartoffie che ricoprono la scrivania,  è un poeta a modo suo, un appassionato di Freud, Lawrence,  Platone. Ma soprattutto è costantemente alla ricerca della verità e della chiarezza, e i tortuosi labirinti della mente umana lo appassionano.

“La vita è molto più semplice e molto più complessa nello stesso tempo. Però, vedi, c’è sempre un mistero, che mi appassiona, tragico, fondo…Il mistero della mente umana.”

De Vincenzi è ironico, lucido, e non si accontenta di soluzioni facili, cerca le risposte vere a ogni interrogativo

“Perché sarebbe la prima volta che un delinquente avrebbe messo in opera tutte le proprie doti di intelligenza e di astuzia, per rendere assolutamente inequivocabile la propria colpevolezza.”

Collega di De Vincenzi è Maccari,  un commissario più anziano, vicino alla pensione,  che di morti ne ha già visti abbastanza e preferirebbe rimanere ai margini dell’indagine. Maccari è un uomo mite, placido, che guarda De Vincenzi con affetto e ammirazione,  quasi con tenerezza, perché quel giovanotto potrebbe essere suo figlio.

E poi c’è il principale indiziato,   Aurigi, uno che non ha mai pensato a costruirsi regole di una ferrea moralità,  che ha vizi in quantità,  indebitato, dedito al gioco, superficiale,  ma non così spregiudicato da uccidere, forse.

Accanto a loro si muovono personaggi di estrazione sociale diversa, pronti a esercitare il loro potere e il loro ascendente per barricarsi nel loro spazio, inaccessibile agli altri.

L’ambientazione.  Milano Anni ’30. Un periodo che a me piace veramente molto: con gli uomini in frac, le macchine d’epoca, e i cappelli a cilindro…

Gli spazi in cui gli eventi si susseguono sono molto ben descritti, e ai tratti oggettivi dei luoghi, l’autore aggiunge quella sfumatura psicologica e personale che crea grande atmosfera.

“Una nebbia vaporosa, più fitta man mano che saliva, sembrava si alzasse dal Parco verso il cielo.  E il cielo non lo si vedeva neppure, se non sotto la specie di altra nebbia più grigia, più spessa, più fonda”

E poi c’è la percezione di ciò che è losco, viscido,  che rende irrequieti i personaggi e anima gli ambienti,  persino il buio.

Lo stile. Mi ha rapito. Una scrittura meravigliosa che mi ha catturato dall’inizio alla fine. Come se gli anni passati dalla stesura del libro a oggi avessero “invecchiato” il romanzo,  nel senso di avergli donato una patina d’antico che è un valore aggiunto . Una scrittura “anticata” ma non “antiquata”, che dà un carattere tutto suo alla storia. E poi la bella prosa é sempre un piacere.

Perché leggere questo libro 

Se amate i gialli,  non potete perdervi questo libro. 

È veramente una bella lettura.  Un romanzo giallo che sicuramente vi stupirà per l’intelligenza dell’intreccio,  per il suo protagonista,  indimenticabile e straordinario, per il tuffo nel passato che ogni pagina regala.

Ringrazio la CE per la copia in omaggio

Post by Sara

CREATRICE E AUTRICE

Sara Petrolini

sara
Mi chiamo Sara Petrolini. Sono un’archeologa laureata all’Università La Sapienza di Roma e un'autrice esperta di content management. Scrivo testi per diversi blog, di storia e archeologia per “Mondo Romano” e di libri e letture per “Latte e Biscotti”. Ho scritto brevi racconti ed ho pubblicato due romanzi: “L’uomo nella foto” ( Dialoghi 2020) e “La verità è figlia del tempo"( Porto Seguro Editore 2021)

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