“Morte di un uomo da poco” di Caroline Graham

26 Apr 2021 | Gialli e Mystery

Oggi parliamo di “Morte di un uomo da poco” di Caroline Graham, un’avvincente indagine di Tom Barnaby.

La trama.

A Causton , nel teatro Latimer, viene messa in scena la prima di una rappresentazione teatrale amatoriale di “Amadeus”.  Le scene sono tante, più di trenta, e la troupe  teatrale è  composta dal  nutrito gruppo di attori della filodrammatica di Causton. Gli interpreti, tutti molto diversi fra loro nelle aspettative e  nei trascorsi, sono guidati dal regista Harold Winstanley, un uomo tronfio, ottuso, e prevaricatore. 
Nel cast c’è  anche Joyce, la moglie dell’ispettore capo di Causton, Tom Barnaby. La signora Barnaby ha un ruolo secondario e svolge la mansione aggiuntiva di costumista.
Così,  seduti in mezzo al pubblico curioso,  l’ispettore,  sua figlia Cully, il sergente Troy e signora, assistono alla rappresentazione. Sin dalle prime mosse la troupe si mostra inesperta, a disagio, inadeguata. 

La recita sembra dover volgere necessariamente verso un tragicomico epilogo. Ma una confessione, un segreto svelato fra un atto e l’altro,  fanno sì che lo scenario muti drasticamente…
L’epilogo, cui gli spettatori curiosi assisteranno, non sarà una risibile e scadente performance teatrale, ma un efferato crimine, orchestrato in modo astuto, dietro le quinte del teatro di provincia.
Le indagini di Barnaby accenderanno i riflettori su un microcosmo oscuro, in cui trucco e abiti di scena non riescono a celare torbidi trascorsi, rivalità,  risentimenti e morbose passioni .

La mia opinione

“Morte di un uomo da poco” di Caroline Graham è un libro molto bello e ben costruito. È una lettura completa, in cui l’indole e le inclinazioni dei personaggi vengono indagate a fondo. L’autrice dipinge con attenzione ogni personaggio o elemento funzionale alla trama, fino a che  il movente e il colpevole vengono svelati al lettore come l’unica soluzione credibile.  

I personaggi. Barnaby è assolutamente uno dei miei investigatori preferiti. È una figura di grande personalità,  e il ritratto che l’autrice ne dà è molto più solido di quello proposto dalla serie tv ispirata ai romanzi di Caroline Graham. Nella serie tv il detective sembra a tratti pigro, troppo bonario. Nei libri è molto più astuto

“Gli attori…pensò il sergente, accennando un sorriso sprezzante. Difficile trovarne uno all’altezza del suo capo. Era capace di una immensa varietà di espressioni e toni di voce. Sapeva essere colomba e scorpione e anche asino,  se lo reputava utile. “

Ama il giardinaggio e l’orticoltura e disegna e dipinge con una certa competenza. Compensa l’aridità del mestiere con hobby  rilassanti e creativi.
Il coprotagonista, il sergente Troy,  è molto diverso dal personaggio Tv. 
È spigoloso, molto incline a poco nobili giudizi nei confronti di tanta parte dell’umanità,  maschilista,  e allo stesso tempo troppo attratto dalle donne. 

E poi c’è l’insieme di personaggi coinvolti nella vicenda. Sono personaggi dalle mille sfaccettature, cinici, macchinatori, che si svelano nel corso della narrazione. La loro personalità è costruita dell’autrice, attraverso le esperienze raccontate. E da un punto di vista psicologico sono reali, assolutamente  credibili, ma mai troppo scontati o trasparenti.

L’ambientazione. Le storie di Barnaby sono ambientate a Causton, un piccolo villaggio inglese  in cui c’è il necessario, ma nulla di più. In particolare, in questo romanzo i fatti salienti avvengono sul palco. Quindi è al teatro che si conducono le prime indagini.  Ovviamente ci sono gli interrogatori  in commissariato, e brevi visite di routine ai sospettati. Piccoli cambi di ambientazione che evitano che lo sfondo degli eventi resti troppo fisso e statico.
In generale,  le descrizioni dei luoghi si riducono a poche righe, ma sono sicuramente evocative. 

“L’edificio vittoriano in mattoni, cupo e annerito dalla fuliggine, era noto come la casa dei matti e da bambina lo immaginava popolato da personaggi spaventosi, incatenati, in camice bianco, che urlavano e si dibattevano, come la povera signora Rochester in Jane Eyre”

 Le scene più coinvolgenti sono fatte di vibrazioni.  Sensazioni, cambiamenti che vengono percepiti dai personaggi. 

“Barnaby sentì fremere le narici. L’odore che aleggiava in teatro lui lo conosceva bene. Logico. Lo aveva annusato per gran parte della sua carriera. Un odore caldo, acre, feroce e soffocante. Si sentiva dappertutto. Era l’odore della violenza.”

E in ogni pagina c’è la giusta dose di mistero e suspense.

Il linguaggio. Realistico, ma sempre elegante.  Una prosa pulita, che non si sofferma mai sul particolare cruento. Barnaby non è aggressivo, incalza l’interlocutore,  mantenendosi sempre calmo, e lasciando sfumare i toni, per valutare con lucidità il significato di ogni affermazione. 

Perchè leggere questo libro…

Se siete di conoscere veramente il protagonista di una delle più fortunate serie tv degli ultimi anni, non perdetevi questa occasione.

“Morte di un uomo da poco” di Caroline Graham è un giallo alla vecchia maniera, intelligente, brillante, coinvolgente.

E Barnaby un eccellente detective…promosso a pieni voti 😉

La serie tv…

Le riprese delle fortunata serie (titolo originale “Midsomer Murders”) hanno avuto inizio nel lontano 1996 e il primo episodio, “The Killings at Badger’s Drift”, è stato trasmesso nel Regno Unito nel marzo dell’anno seguente. Gli episodi sono ispirati e tratti dalla serie di libri gialli di Caroline Graham; le prime avventure di Barnaby sono state adattate al piccolo schermo da Anthony Horowitz.
Le indagini sono ambientate nella piccola città di Causton, capoluogo della contea inglese di Midsomer, un luogo di invenzione dell’autrice. L’attore che ha interpretato il famoso ispettore fino alla stagione 13 (l’ultima in cui Tom Barnaby appare) è John Nettles
In Italia la serie è stata trasmessa per la prima volta nel 2003 .

Post by Sara P.


Autore: Caroline Graham
Genere: giallo
Copertina flessibile: 317 pag
Editore: Baldini&Castoldi
Lettore: amanti del giallo all’inglese

CREATRICE E AUTRICE

Sara Petrolini

sara
Mi chiamo Sara Petrolini. Sono un’archeologa laureata all’Università La Sapienza di Roma e un'autrice esperta di content management. Scrivo testi per diversi blog, di storia e archeologia per “Mondo Romano” e di libri e letture per “Latte e Biscotti”. Ho scritto brevi racconti ed ho pubblicato due romanzi: “L’uomo nella foto” ( Dialoghi 2020) e “La verità è figlia del tempo"( Porto Seguro Editore 2021)

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