“L’incubo” di Victoria M. Shyller

28 Gen 2022 | Gialli e Mystery

Oggi parliamo de “L’incubo”, secondo capitolo della serie letteraria le indagini paranormali di Fedor Chestel di Victoria M. Shyller, un thriller dall’atmosfera dark.

Trama

Gli investigatori Fedor Chestel e Dalvin Freser devono fare luce su un terribile delitto. Nel piccolo e sperduto villaggio di Ash tredici bambine sono vittime di un macabro assassinio.
Gli investigatori vengono incaricati dal governatore della regione di recarsi sul posto e smascherare il brutale omicida. Ma nel loro cammino non mancano di incontrare ostacoli e pericolose insidie.
Nella locanda dove sostano la sera prima di giungere ad Ash, il loro bagaglio viene rubato, e Dalvin scompare misteriosamente. Questi e tanti altri accadimenti, si compongono in una catena inquietante di eventi, che rischia di compromettere seriamente la delicata missione e la risoluzione del caso.

La mia opinione

“L’incubo” di Victoria M. Shyller è un mystery che unisce elementi gotici e del mondo del paranormale agli ingredienti tipici della detective story. Questo rende il libro sicuramente particolare e originale e fa della lettura un’esperienza molto piacevole.

I personaggi. I due protagonisti Fedor Chestel e Dalvin Freser nell’avvicinarsi alla risoluzione del caso devono fare i conti con entità e situazioni che vanno ben al di là del razionale. Mi è piaciuta l’idea di combinare questi due aspetti – il raziocinio e il mistero- nel dare forma al carattere e alle esperienze dei personaggi. Il fatto che poi, spesso, gli eventi ai quali assistono sfuggano alla loro comprensione, avvicina la loro esperienza alla prospettiva del lettore. E questo crea una certa empatia che fa apprezzare i due protagonisti. Anche nel dipingere il sovrannaturale l’autrice è molto brava. E l’entità malvagia con la quale i due devono fare i conti, è in grado di suscitare la giusta dose di paura e inquietudine. Una creatura che non ha pietà, e che, mossa da un profondo odio per Dalvin, è pronta a commettere ogni male e atrocità.

L’ambientazione. Il libro non è un romanzo storico. E l’epoca vittoriana, a volte evocata per creare atmosfera, è una cornice delineata quel tanto che basta per dare un contesto alla storia che sposi con le tinte del racconto. Mi è piaciuta l’idea di caratterizzare il villaggio più che come uno spazio fisico, come un luogo dell’oscuro, in cui accadono cose difficili da spiegare e animate da una forza malefica. Si percepisce questa presenza inquietante che lascia dietro di sé la lunga scia di sangue innocente.

Stile. Il linguaggio è in linea con i toni del racconto. Lo scritto non è lunghissimo e giustamente l’autrice equilibra i diversi elementi. Insomma nel libro non troverete una sovrabbondanza di descrizioni, ma ciò che basta a costruire scene ricche di suspense e tensione.
La prosa è dunque nel complesso fluida ed efficace.

Perché leggere questo libro

È un libro che si fa leggere con grande facilità, una lettura piacevole che stimola la curiosità del lettore.
L’atmosfera molto particolare, ricca di tinte cupe, introduce il lettore in un contesto intrigante.
E poi apprezzo sempre i libri che vanno al di là del singolo genere e uniscono suggestioni diverse: l’idea dell’indagine “paranormale” è veramente molto carina.

Post by Sara P.

CREATRICE E AUTRICE

Sara Petrolini

sara
Mi chiamo Sara Petrolini. Sono un’archeologa laureata all’Università La Sapienza di Roma e un'autrice esperta di content management. Scrivo testi per diversi blog, di storia e archeologia per “Mondo Romano” e di libri e letture per “Latte e Biscotti”. Ho scritto brevi racconti ed ho pubblicato due romanzi: “L’uomo nella foto” ( Dialoghi 2020) e “La verità è figlia del tempo"( Porto Seguro Editore 2021)

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