Le Rose di Cordova. Giovanna di Castiglia, follia e tradimento

16 Mar 2022 | Romanzo storico

Oggi parliamo de “Le Rose di Cordova. Giovanna di Castiglia, follia e tradimento”, di Adriana Assini, un romanzo storico incentrato sul personaggio controverso e drammatico di Giovanna I detta la “Pazza”, la regina che non regnò nemmeno un giorno.

Trama

Il libro racconta la storia di Giovanna di Castiglia la terzogenita di Isabella e Ferdinando, i sovrani spagnoli osannati dalla cristianità per aver cancellato la presenza araba dall’intera penisola iberica, e resi celebri dalla scoperta dell’America di Cristoforo Colombo.

Quello di Giovanna è un destino sacrificato alla ragion di stato e agli equilibri internazionali. Per suggellare l’alleanza con gli Asburgo in chiave antifrancese, Giovanna va in sposa a Filippo, principe delle Fiandre, e figlio di Massimiliano I, Sovrano del Sacro romano Impero.

La prospettiva di una nuova vita al fianco del suo sposo rende Giovanna, giovanissima e dal temperamento ribelle, euforica e impaziente di partire per le Fiandre. L’accoglienza in terra straniera, però, non è delle migliori, e solo la passione travolgente, che da subito unisce gli sposi, e la vita di corte stimolante e mondana, riescono a non far rimpiangere a Giovanna la propria terra.

Tuttavia, dopo gli inizi promettenti, il rapporto tra i giovani sposi inizia a deteriorarsi. Ai tradimenti di Filippo, Giovanna risponde con liti e scenate di gelosia, a tal punto furibonde da far temere per la sua stessa salute mentale.

E sarà proprio la sua presunta pazzia ad accompagnare la donna per tutta la sua vita, divenendo uno strumento politico usato per tenerla lontana dai giochi di potere.

Così, sebbene alla morte di Isabella sia Giovanna a ereditare formalmente il Regno, non riuscirà mai a governarlo per l’avidità e la brama di potere di chi la circonda.

Dovrà guardarsi prima dall’ambiguo consorte, poi dall’ambizioso padre, e infine persino dal figlio Carlo, cresciuto con i parenti nelle Fiandre, troppo lontano per nutrire alcun sentimento nei confronti della madre.  

Fino alla fine dei suoi giorni Giovanna, nonostante le umiliazioni e le segregazioni, condurrà la sua personale battaglia con lucidità e dignità. A dispetto della sua presunta pazzia, persisterà nel tentativo, purtroppo vano, di difendere il proprio diritto di Regina.

La mia opinione

Ho trovato “Le Rose di Cordova” un libro piacevole da leggere, emozionante e coinvolgente. È una lettura molto particolare, nella quale i grandi nomi della Storia rivelano meravigliosamente la loro natura umana: passioni, ambizioni, sofferenza e frustrazione.

Il romanzo è sicuramente un buon punto di partenza per conoscere alcuni personaggi celebri del passato in una veste insolita, diversa dalla visione accademica dei libri di storia.

I personaggi

Protagonisti del romanzo sono Giovanna di Castiglia e Filippo d’Asburgo. Sono personaggi molto diversi fra loro per natura e mentalità. Giovanna è una donna non particolarmente bella, ma di grande personalità: è caparbia e passionale, e seppure abituata ai dettami di una vita morigerata e austera, ha un bagaglio culturale ricco e modi raffinati.

Filippo è considerato il più bel principe d’Europa. È un giovane uomo arrogante e dalle sfrenate ambizioni, con una condotta di vita dissoluta dedita ai vizi, donne e feste.

A raccontare le loro storie è Francisca, o meglio Nura, un’araba di alto lignaggio ridotta in schiavitù dopo la caduta di Granada, ultimo baluardo della Spagna mussulmana. Scelta da Giovanna come sua ancella personale, Francisca le sarà vicino tutta la vita nutrendo nei confronti della padrona sentimenti contrastanti, che passano dall’odio e dal rancore per la sua condizione di schiava alla compassione per la condizione altrettanto infelice in cui vive la sua padrona.

Ho trovato questo aspetto del romanzo molto interessante: attraverso questa voce narrante, gli eventi assumono le sfumature di una sensibilità molto particolare.

L’ambientazione

Il romanzo ha come scenario, alcune delle più belle corti europee del 1500.  Il contesto storico viene ricostruito dall’autrice senza sovrabbondanti dettagli descrittivi, ma con fedeltà ed efficacia evocativa.

Si parte da Medina presso Cordova in Andalusia, dove Giovanna e Nura trascorrono i momenti felici dell’adolescenza; la narrazione poi prosegue nelle Fiandre, dove troviamo la residenza di Filippo il Bello, il palazzo di Coudemberg a Bruxelles. Dal ritorno degli sposi in Spagna, l’ambientazione diventa la terra castigliana, fino al tragico epilogo nella fortezza di Tordesillas, dove Giovanna rimarrà richiusa per 46 anni.

Il bianco delle margherite e il rosso intenso dei papaveri continuarono a ricoprire i campi intorno a Tordesillas e a ravvivare le nostre primavere, a fragile conforto della nostra miserrima esistenza”.

Stile

Credo che scrivere un romanzo storico sia un’operazione veramente complessa: bisogna avvincere il lettore attribuendo il giusto dinamismo al racconto, e allo stesso tempo creare una cornice storica credibile. Il lettore deve essere intrattenuto grazie al giusto equilibrio tra documentazione storica e finzione narrativa.
In questo romanzo l’autrice riesce nell’impresa. Il testo è ricco di informazioni interessanti da un punto di vista storico, ma allo stesso tempo l’indagine sulla psicologia dei personaggi riesce a creare una buona empatia. Funziona molto bene in questo senso anche la scelta della voce narrante, interna al racconto. L’ancella non è la protagonista, ma è molto vicina a lei, e il rapporto che le lega fa sì che la vicenda sia carica di emozioni e sentimenti molto intensi.

Perché leggere questo libro

“Le Rose di Cordova. Giovanna di Castiglia, follia e tradimento” è un libro che raccomando agli appassionati di biografie storiche. In maniera romanzata, ma con una trama aderente alla storia, il libro racconta dell’Europa del XVI secolo.

È un libro ricco di elementi interessantissimi: la storia di un amore passionale e tormentato; la vicenda sfortunata di una donna incompresa dai contemporanei; lo scacchiere politico complesso dell’Europa del 1500, che via via prende forma tra guerre sanguinose, intrighi e alleanze, rinascita culturale, e grandi scoperte geografiche che cambieranno per sempre il mondo.

post by Sara P.

CREATRICE E AUTRICE

Sara Petrolini

sara
Mi chiamo Sara Petrolini. Sono un’archeologa laureata all’Università La Sapienza di Roma e un'autrice esperta di content management. Scrivo testi per diversi blog, di storia e archeologia per “Mondo Romano” e di libri e letture per “Latte e Biscotti”. Ho scritto brevi racconti ed ho pubblicato due romanzi: “L’uomo nella foto” ( Dialoghi 2020) e “La verità è figlia del tempo"( Porto Seguro Editore 2021)

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