“Le ricette della Signora Tokue” di Durian Sukegawa.

15 Apr 2021 | Narrativa

Oggi parliamo insieme di “Le ricette della Signora Tokue” di Durian Sukegawa, pubblicato da Einaudi.

Il libro.

Il romanzo narra la storia dell’anziana signora Tokue e del pasticciere Sentarō.
Sentarō gestisce un chiosco di dorayaki vicino a un meraviglioso ciliegio. Lo fa, però, solo per ripagare un vecchio debito, e così non c’è amore in quello che cucina, ma indifferenza, forse addirittura insofferenza. L’anziana signora Tokue, vedendolo un giorno al lavoro, se ne rende subito conto, e si propone per essere assunta come assistente di questo “principale” alla deriva.
Sentarō all’inizio è perplesso: la dolce signora è molto avanti con l’età, ha 76 anni, e le mani deformate. Le sue dita sono piegate ad uncino e per questo il pasticciere dubita che la collaborazione possa portargli benefici, in termini economici o di immagine. Ma un giorno assaggia un dolcino preparato da Tokue, e ne rimane a tal punto stupito, che decide di assecondare la richiesta della donna, assumendola.  Da quel momento l’anziana signora si affiancherà paziente a Sentarō, insegnandogli a dosare bene gli ingredienti, a saperli veramente apprezzare, nella cucina, ma non solo. E mentre rafforzano il sapore dei nuovi dorayaki, i due protagonisti diventano il conforto, l’una per l’altro. Iniziano un viaggio emozionante e agrodolce fra ricette, segreti culinari e storie dal passato.

La mia opinione.

Il romanzo “Le ricette della Signora Tokue” di Durian Sukegawa mi è piaciuto moltissimo. L’ho trovato un libro completo, uno di quei libri che ti fa imparare cose e al contempo ti regala emozioni profonde. Insomma è una lettura che arricchisce e perciò è da leggere.

I personaggi. La protagonista femminile, la Signora Tokue, è di una dolcezza e tenerezza infinite. Sembra quasi di vederla nella sua debolezza fisica, con le dita storte dalla malattia, con le rughe profonde e il suo cappellino bianco che le copre la testa. È una figuretta minuta e delicata nella fisicità, ma di una statura incredibile per sentimenti e generosità. È una donna che ha sofferto tanto, ma che mantiene una dignità serena, e che ascolta e comprende. Vede Sentarō chiuso in una prigione dell’anima, del cuore, e decide di aiutarlo, perché ha fiducia nel bene.
Sentarō è un uomo in bilico, che ha perso le coordinate e che riflette versandosi il sakè. Ha commesso errori, pagato il prezzo delle sue sconfitte, ma non riesce a trovare pace. Sta cercando da sempre una strada da percorrere giusta per lui…e poi conosce Tokue.

L’ambientazione. La storia è molto particolare ed i luoghi “esplorati” dai personaggi, sono pochi. C’è il chiosco di dorayaki, dove lavora Sentarō, e il sanatorio di Tenseien, dove vive Tokue. Sullo sfondo c’è il meraviglioso Giappone, in tutte le sue contraddizioni. È un Giappone, fatto di odori, aromi e sapori avvolgenti e appaganti; della bellezza infinita e disarmante dei ciliegi e del panorama dalla collina di Tenseien; della tristezza e della disperazione dei luoghi e delle leggi di segregazione.

Lo stile di scrittura. Bello, pulito, intenso. Trascina con naturalezza in una dimensione altra, complessa fatta di dolcezza, malinconia e voglia di resistere e sorridere, sempre! Le descrizioni dei personaggi e dei luoghi sono pennellate rapide, semplici, ma hanno sempre una loro poesia.

Perché leggere questo libro…

Vi regala delle emozioni incredibili, quelle da lacrime, ma senza lasciare amarezza o frustrazione. Attraverso le delusioni, i sogni infranti, insegna a gustare il vero sapore di ogni esistenza -che sia dolce o troppo salata- senza mai mettere in discussione, però, che la vita va vissuta con dignità e fiducia.

Insomma, un libro bellissimo sugli equilibri e l’armonia.
Una storia delicata sull’amicizia, sull’intramontabile desiderio di libertà, e la gioia delle piccole cose.

La frase…

“Perché io credo che qualsiasi siano i nostri sogni, prima o poi troveremo per forza ciò che cerchiamo grazie alla voce che ci guida. La vita di un essere umano non è mai uniforme: ci sono momenti in cui il colore cambia di colpo.

Post by Sara P


Autore: Durian Sukegawa
Genere: narrativa contemporanea
Copertina flessibile: 180 pag
Editore: Einaudi
Lettore: Storie di vita, amicizia e cibo

CREATRICE E AUTRICE

Sara Petrolini

sara
Mi chiamo Sara Petrolini. Sono un’archeologa laureata all’Università La Sapienza di Roma e un'autrice esperta di content management. Scrivo testi per diversi blog, di storia e archeologia per “Mondo Romano” e di libri e letture per “Latte e Biscotti”. Ho scritto brevi racconti ed ho pubblicato due romanzi: “L’uomo nella foto” ( Dialoghi 2020) e “La verità è figlia del tempo"( Porto Seguro Editore 2021)

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