Le donne nei libri

da | 23 Apr 2020 | Libri

Le donne nei libri

Mi è capitato in questi giorni di trovarmi a (ri)leggere tanti libri meravigliosi che avevo in casa. Alcuni sono vecchie conoscenze, altri sono libri che ho avuto in prestito da mia suocera, dalle mie amiche, o da mia madre; poi ci sono tutti i libri che ha letto mio marito e che mi aspettavano sullo scaffale.
Ovviamente ne ho comprati dei nuovi. Vista l’emergenza mi sono procurata tutti i mezzi per allietare i pomeriggi a casa. Certo se poi una povera lettrice assieme ai libri riuscisse a rimediare pure un po’ di pace e tranquillità per leggerli sarebbe il top. Pare non sia il mio caso. Comunque fatta questa premessa trovo che “condividere” i libri, condividere le impressioni sui libri sia una cosa straordinaria. Ti dà l’opportunità di intrattenere piacevoli conversazioni , ma soprattutto , ti dà l’opportunità di capire veramente che pensi di un libro. Cioè, solo quando qualcuno ti chiede “l’hai letto?” oppure “che ne pensi ?” rifletti veramente sull’esperienza che è stata leggere quel libro in particolare. Bello sicuramente. Io però ho maturato anche la consapevolezza che 1. sto andando avanti con gli anni..cioè mi accorgo di aver letto delle cose anche 20 se non 25 anni fa. Aiutoooo!!2.Mi sto rincoglionendo! Cioè nella maggior parte dei casi mi ricordo qualcosa della trama , in linea generale, poco dei luoghi, dei nomi non ne parliamo.
Tuttavia, nei miei ricordi c’è sempre una costante: mi ricordo le ragazze ribelli!! Cioè mi rendo conto che alcuni libri mi hanno lasciato qualcosa in più degli altri, perchè in un certo senso ho stretto un’amicizia duratura con i loro protagonisti. C’è una specie di relazione emotiva fra me e loro che forse non finirà mai anche se la memoria li renderà sempre più evanescenti nei miei ricordi.
Questa volta ho deciso di raccontare di quei personaggi femminili che mi sono piaciuti o “non piaciuti” di più, per tanti e diversi motivi. Ovviamente quello che dirò non vorrà essere assolutamente un giudizio nei confronti dell’autore o del libro. Innanzi tutto non sarei all’altezza di esprimere giudizi; secondo non mi permetterei mai. Lo scrivere e tradurre idee in parole è un atto quasi divino per me, quindi a parte casi palesi non si critica, mai!
Allora devo dire che uno dei libri che più ho amato nella vita è stato “Guerra e Pace” di Tolstoj. L’ho letto che avevo 12 anni. 12 anni? Non so cosa mi abbia spinto in tale direzione , ma ho cominciato a leggere i “classici” che ero piccola. Guerra e Pace era un must. Per quanto afferrassi forse la metà di quello che il libro raccontava, sono stata rapita dal personaggio di Nataša . All’inizio giovane, bella e vivace, forse un po’ capricciosa, Nataša cambia e cresce durante tutta la narrazione. A parte la peluria sul labbro, sulla quale l’autore insiste spesso, e che potrebbe essere attuale ora causa chiusura centri estetici, ma che in generale mette una certa distanza fra noi e lei , la ricordo così “moderma”, così reale. Nataša, da vera “romantica” è animata da passioni e sentimenti coraggiosi e forti, e raggiunge la felicità solo dopo una serie di vicissitudini. Vive dolori perdite e piccoli successi sullo sfondo della guerra contro Napoleone. Certo, nel romanzo è raccontato un mondo, una Russia di altri tempi, ma i sentimenti le emozioni sono così intense che non potrete fare a meno di essere stregati dalla giovane Nataša di Tolstoj. E poi, la cosa che ho sempre creduto essere la più meravigliosa è il fatto che un uomo abbia raccontato i sentimenti, il modo di essere una donna in modo così straordinario.
Mi ricordo poi Tosca di Vasco Pratolini nelle ragazze di Sanfrediano. Lei è una vera paladina dell’emancipazione femminile nel dopoguerra. Lei, raggirata insieme a tante altre dal latin lover del paese, invece di scegliere un approccio alla “sedotta ed abbandonata” , non si abbatte, mette tutte le donne ingannate d’accordo ed organizza la vendetta. Spregiudicata! Ma trovare lei più attuale sembrerà ai più scontato visto il periodo in cui il romanzo è ambientato ed in cui è stato scritto da Vasco Pratolini.
Volendo pensare invece alle donne raccontate dalle donne , non posso fare a meno di citare Jane Austen ed i classici “Orgoglio e pregiudizio” “Ragione e sentimento”; oppure Jane Eyre di Charlotte Brontë. Per quanto le protagoniste descritte dalle autrici nelle opere siano molto diverse fra loro sono tutti ritratti femminili straordinari. Nella protagoniste di Jane Austen c’è sempre un’ironia ed un’intelligenza fuori dal comune. La loro originalità le rende paradossalmente più credibile ai nostri occhi. Così amiamo il riserbo di Elinor in “Ragione e sentimento” e la cocciutaggine di Elisabeth di “Orgoglio e pregiudizio”; nelle povera Jane Eyre di Charlotte Brontë è raccontata una tale tempra, caparbietà e dignità nel resistere alle sofferenze della vita che non si può fare a meno di fare il tipo per lei. In fondo il dolore , le ingiustizie patite suscitano sempre una profonda empatia.
Eppure, non solo le eroine delle opere più celebri di queste autrici restano fisse nella mente. Alcuni personaggi delle opere meno note offrono un interessante e prezioso cammeo. Ad esempio ho un ricordo molto netto e nitido anche di un’altra figura femminile ritratta da Jane Austen: Lady Susan. “Lady Susan” è un’opera minore, epistolare e meno conosciuta di Jane Austen, ma è così efficace a modo suo , che trovo l’insieme spregiudicato e straordinario. La protagonista è vanitosa, bugiarda, egoista in modo paradossale e vi risulterà incredibilmente odiosa nell’anteporre se stessa a tutto! Ma l’ironia dell’autrice nel rappresentare questa astuta manipolatrice che stravolge la relatà per suo tornaconto è eccezionale. Jane Austen riesce ad innervosirvi facendovi sorridere. Le piccolezze dell’essere umano in fondo sono un evergreen e viste con un po’ di cinismo ed ironia sono una fonte incredibile di divertimento.
Il personaggio femminile invece, che più mi ha fatto arrabbiare , nella mia esperienza di lettrice è Bathsheba Everdene, la protagonista di “Via dalla pazza folla” di Thomas Hardy. Ecco lei è rincorsa ed amata quasi per l’intero svolgimento del romanzo dal buon e leale fattore Gabriel Oak. Lei con una certa costanza ed indifferenza lo ignora, preferendogli ignobili soggetti. Ancora devo capire.
Se invece penso alla determinazione, alla passione sincera per il sapere e la conoscenza mi viene in mente la signorina Elisabeth di “Strane Creature” di Tracy Chevalier. La sua Signorina Philpot la vedo quasi, china sulla spiaggia a raccogliere fossili con le scarpe bagnate dal mare.
Racconto tutto questo per dirvi che i libri ci danno tanto anche se noi spesso non ce ne accorgiamo, ci trasmettono quelle emozioni altalentanti, quella gioia dell’amicizia che a volte ritroviamo nelle persone e ci arricchiscono raccontandoci delle mille sfaccetature dell’essere umano. E non a caso inizaimo con le donne, creature affascinanti e complesse !!

 

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L’AUTRICE

Sara
Petrolini

Archeologa, Guida turistica e Scrittrice

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