L’Abbazia di Northanger di Jane Austen

da | 4 Lug 2020 | Libri

Qualche tempo fa mi domandavo quale fosse il libro di Jane Austen che mi fosse piaciuto meno e mi sono risposta “L’abbazia di Northanger” (Northanger Abbey). Mi sono pure chiesta il perchè e non trovando una risposta ho deciso di rileggerlo di nuovo. In fondo lo avevo aperto per la prima volta tanto tempo fa. Così ho iniziato la mia lettura e mi sono resa conto che forse la prima volta non lo avevo veramente capito.

Ma procediamo con ordine.

L’Abbazia di Northanger fu completato da Jane Austen nel 1803, ma pare che, per motivi sconosciuti alla stessa autrice, non fu pubblicato allora. Sappiamo che il padre di Jane, aveva venduto per 10 sterline i diritti ad un editore, Benjamin Crosby, perchè lo pubblicasse immediatamente, ma il progetto sfumò ed il romanzo fu dato alla stampa solo dopo la morte dell’autrice, dopo che gli Austen ne riacquisirono i diritti .

Dunque il libro mostra già di avere due caratteristiche interessanti: è stato pubblicato postumo, quindi è l’ultima opera dell’autrice ad essere stata data alla stampa; ed è stato scritto agli inizi del 1800, cioè quando Jane aveva già proceduto alla prima stesura di alcune delle sue opere più famose. 

Eppure lo stile è molto molto diverso da quello degli altri romanzi.  Una prova? Lo stesso inizio del libro:

 “Nessuno, vedendo Catherine Morland da bambina, avrebbe mai immaginato che fosse destinata a diventare un’eroina. La condizione sociale, il carattere del padre e della madre, il suo stesso aspetto ed il temperamento: tutto era contro di lei.”

Cioè non vi troverete in presenza di un’eroina brillante, intelligente ed ironica come Elizabeth di “Orgoglio e Pregiudizio”, o di una donna saggia, pacata ma risoluta come Elinor di “Ragione e Sentimento”. Se però riuscite a vincere il pregiudizio (come è accaduto a me) che vi potrebbe spingere a rifiutare ciò che è diverso da quello che già conoscete di Jane, il libro vi sorprenderà.

Ma perchè? La storia del romanzo non è particolarmente complicata e l’intreccio è piuttosto semplice. Si tratta delle vicende di una ragazza non particolarmente bella o intelligente e presa dai romanzi alla moda che in un suo soggiorno a Bath incontra alcuni personaggi, fra questi Henry Tilney, l’uomo di cui si innamora. Non ci sono tormenti d’amore e passioni travolgenti. Quindi Jane è libera da quel tipo di schema che ha seguito, seppure sempre in modo molto originale, nelle sue altre opere. La protagonista diventa allora l’ironia: perchè il romanzo è una sorta di parodia di due generi diversi, quello gotico e quello sentimentale. E l’ironia non appartiene alla protagonista, una giovane ingenua e non troppo colta, ma è quella lucida e infallibile di Jane Austen che fa da voce narrante.

Io rileggendo il libro ho amato tutto ciò. Ho adorato il personaggio di Isabella, civetta, cinica, macchinatrice a caccia di ricchezze. Ho sorriso ed a volte riso per i malintesi che nascono nei colloqui fra questi personaggi, e gioito quando la vicenda di Isabella si è conclusa nel modo che ardentemente desideravo. Insomma rileggendolo dopo tanti anni, sono arrivata alla conclusione che avevo sbagliato su tutta la linea. Che mi aspettavo una storia che il romanzo non poteva darmi, ma che se lo avessi letto libera dalle aspettative che i libri precedenti avevano creato, mi sarei divertita, ed effettivamente nel leggerlo di nuovo è stato così.

Dunque il romanzo va letto:

  • perchè lo ha scritto la straordinaria Jane Austen
  • perchè è coraggiosamente diverso e spassoso
  • perchè c’è un’ironia che ricondotta all’epoca in cui fu scritto vi fa capire che donna straordinaria fosse Jane Austen.

Il film

Il film tratto dal libro che ho avuto modo di vedere è stato girato nel 2007 ed ha come protagonisti Felicity Jones, nei panni di Catherine Morland, e JJ Feild nel ruolo di Henry Tilney. La bellissima Carey Mulligan recita la parte della perfida Isabella. 

Il regista, Jon Jones, ha girato il film perlopiù in Irlanda, quindi gli scenari sono bellissimi, da togliere il fiato. I costumi sono meravigliosi e se siete amanti del genere non vi deluderanno.

Quanto alla pellicola in generale, l’ho trovata straordinariamente fedele al libro. C’è una bella voce narrante che accompagna la storia e cita, a volte fedelmente, passi del libro, che il vostro orecchio riconoscerà facilmente se lo avete letto da poco. Il film  riproduce benissimo il libro: quindi non aspettatevi passioni travolgenti; però  se vi concentrate sui dialoghi fra i personaggi ritroverete l’ironia del libro e vi divertirete sicuramente. 

L’AUTRICE

Sara
Petrolini

Archeologa, Guida turistica e Scrittrice

sara

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