Oggi, nel consueto spazio dedicato a recensioni libri e consigli di lettura, vi parlo di uno splendido romanzo, nel quale tinte profondamente dark si fondono al fascino di un inquietante mistero da risolvere.
Sto parlando di “La maledizione dei Montrolfe” di R. O’Grady (trad. Ada Arduini) pubblicato da Neri Pozza.
Comincio subito con il dirvi che ho trovato irresistibile l’atmosfera cupa evocata dall’autrice.
Nel crearla non solo è determinante l’ambientazione della storia (nella prima parte una residenza su una scogliera ormai in decadenza), ma contribuiscono ad alimentare una inquietudine “gotica” anche la caratterizzazione dei personaggi e le dinamiche fra loro.
Si avverte in ogni pagina l’eco di un passato tragico e oscuro e la minaccia di un pericolo strisciante.
L’autrice ci porta avanti e indietro nel tempo, alternando due voci narranti diverse.
Nella prima parte del libro il protagonista è John Montrolfe, un uomo affetto da gravi deformità che eredita una magione in rovina. John si stabilisce nella proprietà e dopo non molto tempo dal suo arrivo, notte dopo notte assiste alle apparizioni di una fanciulla bella e misteriosa.
È un fantasma che dall’ esistenza di Cliff House tormenta i Montrolfe rendendoli pazzi d’amore.
John vuole indagare.
A questo punto, l’autrice, sfruttando un artificio classico del genere, cambia voce narrante.
Un vecchio quaderno rinvenuto in uno scrittoio sottrae all’ oblio le memorie di Catherine, una ragazza di quindici anni che racconta in prima persona la sua storia.
E nel diario il lettore scoprirà ogni dettaglio necessario a chiudere il cerchio intorno alla maledizione dei Montrolfe.
Con una prosa bella e d’effetto l’autrice recupera gli elementi classici del romanzo gotico rileggendoli in una chiave più moderna:
- La residenza in rovina e la vecchia domestica a conoscenza dei segreti di famiglia
- Le misteriose apparizioni e il tema della maledizione
- Banditi senza scrupoli e nobili decaduti in cerca di vendetta e ricchezza
- L’amore in una versione così tossica e impietosa da sfumare nella morte
- Uomini che pagano il fio di colpe non commesse
- Una giovane protagonista che ha perso la sua innocenza per le difficoltà della vita
Insomma, a me è piaciuto tantissimo.
L’ho trovato molto ben scritto -da un punto di vista narrativo- e costruito in modo avvincente.
Una storia che si legge tutto d’un fiato e vi consiglio proprio!
La trama
È con passo lento e strascicato che John Montrolfe sale i gradini di Cliff House, la grande casa sulla scogliera che da oggi sarà sua. Quella magione ormai in rovina non è, tuttavia, l’unica cosa che Montrolfe, ultimo rappresentante di una schiatta formidabile, ha ereditato: una terribile deformità fisica si tramanda come una maledizione nella sua famiglia. L’accoglienza a Cliff House è fredda, ma le notti di John sono rischiarate da un evento portentoso: l’apparizione di una fanciulla dalla pelle di seta bianca e gli occhi color genziana, che lo guarda come nessuna lo ha mai guardato prima. È il fantasma che, da quando esiste Cliff House, tormenta i Montrolfe, rendendoli pazzi d’amore. Fino a che, in una notte d’orrore, il sogno si fa incubo – il fantasma muore, il collo spezzato.
Per John è l’inizio di un’affannosa ricerca della verità: chi era la ragazza del sogno, se mai è esistita? E quel quaderno ritrovato in uno scrittoio, che racconta la storia di Catherine Barton, a chi appartiene? Che fine terribile, povera Catherine! Nata con uno spirito ardente, una mente brillante e un cuore che non conosce paura, forse è stata vittima dell’incantesimo di Max Fabian, misterioso bandito dalla bellezza di angelo caduto. O forse la verità è nascosta ancora più a fondo, in un luogo oscuro dove le delicate fattezze della giovane paiono più le sembianze di una piccola Lady Macbeth…
Dalla penna di un’autrice «sorprendente, molto in anticipo sui tempi» (Donna Tartt), “La maledizione dei Montrolfe” è una straordinaria riscoperta: favola nera e storia di fantasmi, romanzo d’avventura e folie à deux malefica e infinita. Un gioiello nella corona narrativa gotica, pronto a rubarvi il cuore.
Post by Sara P.

















