“Il profumo dello stramonio” di Nicola Verde

15 Mag 2022 | Fantasy e Fantascienza

Oggi parliamo di “Il profumo dello stramonio. Il richiamo della strega. Storie sarde del mistero” di Nicola Verde, un libro di edito da La Lepre Edizioni che ringrazio infinitamente per la copia 

Il romanzo è un libro veramente molto particolare ricco di atmosfere magiche e inquietanti, e di mistero.

Ma procediamo con ordine.

La trama

Siamo a Bonela e la scomparsa di un bambino getta nel panico e nel terrore la comunità locale. Un evento simile è già accaduto diversi anni  prima, e l’epilogo è stato tragico.

Si occupa delle indagini un maresciallo dei carabinieri “forestiero”, che da qualche anno si  è trasferito in Sardegna. Lui non è esperto del posto, e dal momento che le indagini sono giunte a un pericoloso stallo decide di parlare con  Salvatore Pinna, l’anziano di Bonela.

Ma perché il maresciallo  riesca a capire la comunità in cui  indaga, deve conoscere le storie della  tradizione. E così l’anziano inizia il suo racconto… 

La mia opinione

“Il profumo dello stramonio” mi è piaciuto tantissimo: è un libro molto bello che avvolge il lettore in una fitta nebbia di oscurità.  Le tradizioni, le leggende della Sardegna  sono rievocate in tutta la loro natura più inquietante e pericolosa.

L’ambientazione.  Scenario della strana vicenda narrata  è la bella terra di Sardegna, con la sua natura di  olivastri, lecci, querce e lentischi. Una natura immobile. 

“La Sardegna è una bolla sospesa: fragile e meravigliosa.
La Sardegna è il cuore del tempo. Pulsa. Ma lentamente: il tempo qui si deposita con una compattezza che non ha eguali.”

E Bonela rappresenta il suo cuore più antico, rievoca la sua dimensione più grezza e aspra. Bonela è un luogo dal sapore  arcaico, una bolla senza tempo, refrattaria al cambiamento e nera perché oscurata dai riti, e dalla superstizione.  

E se Bonela è in generale la cornice della storia,  Ferdighei é  lo spazio del mistero, che allunga le sue ombre pericolose su chi osa avvicinarsi. A Ferdighei ci sono le Domus de janas,  le grotte abitate dalle fate, e sul bordo dello strapiombo un antico nuraghe. Ferdighei è la zona oscura del libro: i sentieri si arrestano prima di arrivarci, la natura arretra, e perfino il silenzio fa paura.  Insomma  pericolo e cattiva sorte sono in agguato per chiunque si avvicini.

I personaggi. Il maresciallo dei carabinieri, protagonista del libro, è un tipo sfuggente, affatto socievole, con pochi amici, mai stato fidanzato o sposato. Arriva in Sardegna nei primi anni Settanta quando l’isola è ancora ammantata da pregiudizi e superstizioni. Eppure non fa fatica ad ambientarsi. Perché in quella terra antica e dura il suo distacco viene percepito come una sorta di silenzioso rispetto.Non ha però la percezione completa e profonda di luoghi e persone necessaria a risolvere il caso, perché lui non è di Bonela. E certi misteri, certe sensazioni  può  capirle solo la gente del posto. 

Anche la figura di Pinna, seconda voce narrante, è molto bella. Un vecchio saggio che riferisce di eventi e tradizioni, colorandoli di tinte ammalianti e suggestive, come fosse un oracolo che fornisce risposte attraverso racconti enigmatici. 

E poi ci sono i personaggi dei diversi episodi, tutti diversi ma uniti da un comune denominatore: la loro normalità è solo apparenza. Perché sembrano uomini e donne comuni, ma sono streghe, parche, guardiani, creature magiche. Mostruosi e affascinanti allo stesso tempo. 

Lo stile. I racconti sanno irretire grazie a una scrittura magnetica.  E poi ho trovato interessantissima questa soluzione della storia nella storia. L’espediente di utilizzare l’indagine sulla scomparsa del bambino come cornice letteraria in cui inserire i singoli racconti, è sicuramente un’ottima trovata. Gli episodi sono all’apparenza slegati, ma gli interventi del maresciallo riescono a cucirli insieme in modo credibile e coerente. E l’indagine e i racconti si fondono in un’unica storia nell’epilogo, grazie a un finale intrigante e ben studiato. Il risultato generale é quello di una bella trama coerente, che funziona e che dà al libro l’aspetto di un romanzo vero e proprio,  invece di una semplice antologia di racconti.

Perché leggere questo libro.

Vi piacciono le storie di streghe?

Se sì questo libro vi piacerà molto. 

Unisce mito e realtà creando un’atmosfera alla Lovecraft. 

Fa del folklore e delle tradizioni un mistero oscuro e pericoloso.

Proietta il lettore  in una dimensione inquietante arcaica, perché creature senza tempo si nascondono dietro l’aspetto di donne e uomini comuni.

Post by Sara P.

CREATRICE E AUTRICE

Sara Petrolini

sara
Mi chiamo Sara Petrolini. Sono un’archeologa laureata all’Università La Sapienza di Roma e un'autrice esperta di content management. Scrivo testi per diversi blog, di storia e archeologia per “Mondo Romano” e di libri e letture per “Latte e Biscotti”. Ho scritto brevi racconti ed ho pubblicato due romanzi: “L’uomo nella foto” ( Dialoghi 2020) e “La verità è figlia del tempo"( Porto Seguro Editore 2021)

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