“Il passo falso” di Marina Morpurgo

17 Mag 2022 | Narrativa

Oggi parliamo di “Il passo falso” di Marina Morpurgo edito da @Astoria che ringrazio infinitamente per la copia in omaggio.

Il romanzo, un libro veramente molto bello, racconta un’emozionante storia nella storia.

La trama

Il Dottor Rastelli, un affermato pediatra, sta sprofondando nel tunnel della demenza senile. Nella sua vita ormai i momenti di lucidità si alternano a sempre più lunghi intermezzi di confusione e ricordi. Sua moglie ha difficoltà a gestire la situazione che è rapidamente degenerata. Il Dottor Rastelli cerca ogni occasione per sfuggire alla sua sorveglianza, e più volte viene ritrovato sulle sponde del lago di Como in stato confusionale. E dalla nebbia dei suoi ricordi emergono strani flashback. La moglie del dottore decide allora di fare chiarezza, per scoprire ciò che tormenta Rastelli e aiutarlo a ritrovare un po’ di equilibrio e tranquillità.

La mia opinione

Comincio col dire che questo libro è una lettura molto coinvolgente che affascina il lettore ricostruendo una vicenda complessa, riportandolo avanti e indietro nel tempo.
Niente è come appare, e l’identità dei personaggi viene gradualmente rivelata, fino al colpo di scena conclusivo.

I personaggi. Il romanzo si sviluppa su due linee temporali. C’è il presente del Dottor Rastelli, un uomo ormai anziano e malato, ma scorbutico, irascibile e dal pessimo carattere. Vicino a lui c’è sua moglie, che in passato è stata molto innamorata dell’uomo, ma che ora fa fatica a tollerare le asperità del suo carattere.
E poi ci sono Giuseppe e Antonio . Due giovani che vivono gli anni del fascismo e della guerra. Giuseppe è figlio di madre ebrea e padre italiano. I suoi genitori si sono incontrati a Londra, dove Giuseppe è nato, e poi si sono trasferiti in Italia, proprio negli anni difficili delle leggi razziali.
Antonio è una camicia nera. È orfano di padre, vorrebbe fare il dottore una volta finita la guerra. E per avere qualche opportunità in più si mette al servizio del regime: con il suo superiore, il Comandante Fumaroni, va a caccia di partigiani, ebrei e dissidenti per consegnarli ai tedeschi.
Rastelli, Antonio e Giuseppe sono tre personaggi molto diversi tra loro, eppure c’è qualcosa che lega il presente del Pediatra alle storie del passato dei due ragazzi.

L’ambientazione. Il presente di Rastelli ha come cornice un luogo come tanti. Il Pediatra passa da casa sua al reparto d’ospedale in cui è dializzato. Ma c’è un posto particolare nella sua testa, che appartiene al passato, e che lo attira in modo irresistibile. Un luogo che non riesce a mettere a fuoco nei ricordi ormai confusi, ma che ha a che fare con le sponde del lago. E questo posto misterioso prenderà via via forma nelle pagine dedicate a Giuseppe e Antonio: l’italia degli anni tra il 1939 e il 1944. Bella e triste la ricostruzione della vita di quegli anni: c’è chi si oppone al regime ed è costretto alla fuga nei boschi, sulle montagne, o in Svizzera; c’è chi resta e coraggiosamente e clandestinamente aiuta soldati alleati, ebrei e partigiani a nascondersi e trovare la via di fuga. E poi c’è la tracotanza, la violenza, l’arroganza dei rappresentanti del regime, che percorrono le strade del paese in cerca di ribelli e sovversivi.

Lo stile. L’autrice ha costruito in modo impeccabile la sua storia. Un racconto nel racconto, in cui il passato e il presente si fondono armoniosamente. La mente di Rastelli vacilla; la razionalità, i freni imposti alla memoria vengono meno, e così le emozioni e i dolori del passato riemergono e diventano la chiave necessaria a comprendere il presente dell’uomo.
I flashback sono inseriti nella linea principale della narrazione con grande abilità, ricostruendo giorni lontani e lasciando intatto quel velo di mistero che avvolge il protagonista. Fino all’epilogo, un finale direi a sorpresa piuttosto inaspettato.

Perché leggere questo libro

Partiamo dalla semplice osservazione che è ben scritto, emozionante, costruito in modo intelligente e raffinato (cosa affatto scontata)
C’è una vita da indagare, da ricostruire. E se normalmente il “mistero ” è un elemento che vi attira, amerete questa lettura.
E poi c’è un’affascinante ricostruzione storica nei flashback. Se vi interessa la storia di quegli anni (1939-1944), questo salto nel tempo vi appassionerà.

Insomma, a me è piaciuto veramente molto e non posso che consigliarvi questo bel libro.

CREATRICE E AUTRICE

Sara Petrolini

sara
Mi chiamo Sara Petrolini. Sono un’archeologa laureata all’Università La Sapienza di Roma e un'autrice esperta di content management. Scrivo testi per diversi blog, di storia e archeologia per “Mondo Romano” e di libri e letture per “Latte e Biscotti”. Ho scritto brevi racconti ed ho pubblicato due romanzi: “L’uomo nella foto” ( Dialoghi 2020) e “La verità è figlia del tempo"( Porto Seguro Editore 2021)

I MIEI LIBRI

L'uomo nella foto

La verità è figlia del tempo

Vuoi una recensione da Latte&Biscotti?

Se sei un autore o una casa editrice, qui puoi trovare tutte le informazioni per richiedere una recensione della tua opera

Facebook Pagelike Widget