“Il fato di Lènnakos. Storie dalle Terre degli dei.” di George C.Davies

15 Mar 2022 | Fantasy e Fantascienza

Oggi parliamo di “Il fato di Lènnakos. Storie dalle Terre degli dei.” di George C.Davies, edito da Le Mezzelane Casa Editrice, che ringrazio infinitamente per la copia.

Il libro è un romanzo fantasy, con un’ambientazione molto bella e curata, e dei personaggi molto ben caratterizzati, ai quali sicuramente vi affezionerete.

La trama

Isabel è una giovane forte e coraggiosa, che vive a Lènnakos insieme al padre Thomas, al fratello Luk, e al nonno Dèfal. Nella famiglia c’è grande affetto e armonia, ma questo non basta a cancellare la sofferenza prodotta dall’assenza di Annabel. Annabel è la mamma di Isabel e Luk, scomparsa anni prima a Teison, la pericolosa e insidiosa foresta ai margini di Lènnakos. Isabel è tormentata da una serie di sogni ricorrenti, che hanno a che fare con il destino della donna, visioni nelle quali si manifesta anche la presenza degli Dei. La giovane sente sempre più il desiderio di capire, di placare la sua sete di verità, e crede che l’apparizione degli degli Dei non sia casuale. Loro potrebbero avere le risposte che da tanto cerca. Così, con la complicità di Luk e Dèfal prepara il viaggio che la condurrà fino alla vetta sacra, il Kos, la montagna alta, impervia, in cui risiedono i Numi.

Ma la sua ricerca avrà un esito inaspettato: le notizie sulla scomparsa di Annabel saranno svelate solo a tempo debito, in un futuro che Isabel non può prevedere; mentre il presente che la attende a Lènnakos è quello di un pericolo mortale, di un nemico invincibile, il “Re Immortale” Promenlock, deciso a piegare la città.

La mia opinione.

Ho trovato questo romanzo fantasy una lettura piacevolissima, scorrevole e capace di emozionare e coinvolgere il lettore.

Gli elementi essenziali del fantasy sono inseriti in una cornice molto ben definita, che rende il viaggio immaginario a Lènnakos un’esperienza suggestiva.

Ma procediamo con ordine.

I personaggi. Ad ogni personaggio coinvolto nella storia è, a mio avviso, dedicata la giusta attenzione. Isabel, la protagonista, è la figura definita in modo più approfondito. E dal ritratto che l’autore ne fa, risulta una figura affascinante: una meravigliosa giovane donna caparbia, coraggiosa, determinata, di grande sensibilità. Un’eroina alla ricerca della verità e pronta a dare tutta se stessa per ottenerla.  Accanto a lei, i personaggi più riusciti sono Luk e Dèfal. Luk è solare, ottimista, vivace; Dèfal ha i tratti di un vecchio saggio, comprensivo e paziente, un dotto che cerca le risposte nei libri, e che crede negli Dei. Insieme, i personaggi compongono un trio irresistibile, compensano, nelle situazioni, l’uno le asperità del carattere dell’altro. Anche i personaggi secondari sono ritratti in modo coerente con il loro ruolo e la funzione che hanno all’interno della trama.

Le creature fantastiche che popolano il mondo oltre i confini di  Lènnakos sono notevoli: i Likershak, gli Ossitrel, gli Irtan hanno caratteristiche originali e ciascuno ha un fascino suo proprio, meraviglioso, inquietante. 

L’ambientazione. Credo sia uno dei punti forti del libro. In un fantasy le strategie da seguire per guidare il lettore in una dimensione altra, possono essere diverse, ma sicuramente un’ambientazione ben costruita rende la lettura un’esperienza più intrigante. Le descrizioni hanno una loro lirica, direi, sono molto belle e anch’esse molto particolari, evocative di una visione assolutamente nuova per il lettore.

C’è Lènnakos, la città dei fabbri, che “ era definita “la città sopra cui è cresciuta la montagna”; esagerato forse, ma rendeva senza dubbio il concetto. Abbracciata da ogni lato dalla catena montuosa dello Shunakes, sembrava un nido inespugnabile”

e Teison la misteriosa foresta che approfitta del dolore e risveglia la sofferenza, un luogo in cui “innumerevoli rampicanti si stritolavano fra loro [… ]. Da quei viticci scendevano tende di fiori morti, che limitavano la vista e riempivano l’aria di un odore dolciastro”.

E poi il “Castello ferroso” di Promenlock.

Lo stile. In un certo senso ci sono due temi principali nel libro: il viaggio avventuroso; lo scontro finale fra i protagonisti e i loro nemici. A sancire il passaggio da un tema all’altro è il dialogo che Isabel ha con le divinità. Così nella prima parte del libro seguirete i pensieri e le visioni di Isabel, mentre la ragazza matura la decisione di partire; e scoprirete lei, Luk e Dèfal presi dai preparativi per la partenza (mappe da trovare, libri da consultare). Nella seconda parte, che determinerà anche l’incontro con nuovi personaggi, vedrete i protagonisti opporsi sul campo di battaglia a creature malvagie e soprannaturali.  

Credo che questo sviluppo della trama funzioni:  rende l’avventura un’esperienza in continuo mutamento, mai noiosa.

Perchè leggere questo libro.

Penso che questo libro valga veramente la lettura. Ci sono diversi elementi, spunti interessantissimi,che gli attribuiscono una sua personalità: uno scenario magico e intrigante; una protagonista risoluta e carismatica; un ritmo costante, che cresce nelle scene di battaglia. 

Insomma, una bella lettura per tutti gli amanti del fantasy, che certo non deluderà

post by Sara P.

CREATRICE E AUTRICE

Sara Petrolini

sara
Mi chiamo Sara Petrolini. Sono un’archeologa laureata all’Università La Sapienza di Roma e un'autrice esperta di content management. Scrivo testi per diversi blog, di storia e archeologia per “Mondo Romano” e di libri e letture per “Latte e Biscotti”. Ho scritto brevi racconti ed ho pubblicato due romanzi: “L’uomo nella foto” ( Dialoghi 2020) e “La verità è figlia del tempo"( Porto Seguro Editore 2021)

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