“I misteri della Rue La Bruyére” di Vittorio de Martino

8 Set 2022 | Gialli e Mystery

Oggi  lo spazio per le recensioni libri e consigli di lettura è tutto dedicato a “I misteri della Rue La Bruyére. Una casa dimenticata a Parigi” di Vittorio de Martino  edito da La Lepre Edizioni.

La trama

Il romanzo -che ho trovato veramente molto bello- racconta la storia di Roberto Carli, un perito esperto nella valutazione di oggetti d’arte. Roberto viene incaricato di fare un inventario in un misterioso appartamento nel cuore di Parigi. La casa chiusa da circa sessant’anni, custodisce oggetti preziosi, di grande valore. Ma non solo. Dal suo primo ingresso Carli intuisce che in quel lussuoso interno c’è dell’altro… mobili antichi e costosi, un quadro d’autore che ritrae una donna sensuale e seducente, una camera chiusa a chiave, diventano spie che accendono la sua curiosità.

Le tracce confuse di un passato complicato e intrigante, il comportamento ambiguo dell’erede dell’appartamento, non faranno altro che spingere Carli a indagare senza sosta…Con l’aiuto di un’anziana sarta, cercherà di fare chiarezza,  finché una tragica storia, persa nelle sabbie del tempo, riuscirà a guadagnare la strada della verità.

La mia opinione 

Bello bello belloooooo 

E se non bastasse a rendere l’idea, lo ripeterò: bellissimo!

Inizio con il dire che il romanzo è un mystery veramente molto ben costruito, che vanta un intreccio intrigante e appassionante, personaggi ben caratterizzati, e un gioco ammaliante di richiami al passato, storia, arte, figure celebri.

Insomma, avrete a che fare con un presente pericoloso, e un passato emozionante – la Rivoluzione Francese, la Belle Époque, e affascinanti cortigiane-.

Il tutto raccontato miscelando sapientemente eventi realmente accaduti -il libro è ispirato a un autentico fatto di cronaca- e invenzione letteraria.

I personaggi. Roberto Carli, il protagonista è un perito che valuta oggetti antichi e opere d’arte. È italiano, ma vive a Parigi con sua moglie Valérie. È un uomo che ama il passato,  o meglio ama perdersi nel passato. Per lavoro mette etichette agli oggetti, dà loro un nome. Ma sente la necessità di andare oltre: ricostruisce vite e storie di chi gli oggetti li ha posseduti. È intelligente,  sensibile alla bellezza dell’arte, stregato dal passato.

“Io ho scelto questo lavoro perché considero il passato una pista per capire il presente e me stesso”.

Accanto a lui ci sono sua moglie Valerie e la vecchia sarta Françoise, che si improvvisa assistente di Roberto durante le sue ricerche.

Valérie è concreta, solida, razionale. Non capisce il piacere che suo marito prova nel lasciarsi assorbire completamente dai suoi oggetti antichi, le “tazzine“. Eppure è pronta a modo suo ad aiutarlo.

Françoise è un’anziana Signora che ha trascorso la sua vita in solitudine, dedita al suo lavoro di sarta teatrale. Nonostante l’aspetto dimesso, e i problemi fisici della vecchiaia è lucida, intelligente. 

Ma la figura forse più bella di questo racconto è la donna del dipinto, M. Un personaggio che non partecipa attivamente allo svolgimento della trama, ma viene evocato. Viene riportato alla vita dalla passione di Roberto, che lavora per restituirle un’identità e una storia. Indipendentemente, spiritosa, intelligente. Una cortigiana che si esibiva nell’operetta e che ha vissuto un’intensa storia d’amore.

L’ambientazione. Siamo a Parigi nel 2000. La rappresentazione della città non è più che un rapido passaggio dall’ufficio, o dalla casa del protagonista fino all’appartamento di Rue La Bruyère. La casa abbandonata da più sessant’anni ha un fascino irresistibile. Tutto contribuisce nell’appartamento ad alimentare il mistero. Mobili di epoche e stili diversi; una bellissima donna ritratta in un quadro; pagine di diario, e una porta chiusa che attende di essere spalancata per rivelare i suoi segreti.

Lo stile. È stato veramente un piacere leggere questo libro. Con uno stile molto personale, l’autore costruisce una narrazione dai toni accattivanti. Il mistero da risolvere accende nel lettore la curiosità,  l’ansia della scoperta. Il pericolo, le ombre sono evocate producendo una certa inquietudine, ma senza sconfinare in un racconto troppo cupo. Ci sono descrizioni accurate degli oggetti. La loro definizione o la valutazione mostrano la competenza tecnica dell’autore. E poi c’è una dimensione più intima: la passione del protagonista per il passato,  il suo esserne sempre più preso, il desiderio di ricostruire e mantenere viva una memoria storica. Il fascino di M. e la sua storia. 

Perché leggere questo libro

Se siete amanti del giallo classico, o del mystery in generale,  questo libro vi piacerà sicuramente.  

Ritroverete in questo romanzo la scia di indizi utili a ricostruire una storia emozionante.

Seguirete il protagonista nelle sue indagini e deduzioni alla vecchia maniera.

Ma soprattutto vedrete alternarsi sulla scena, in un ammaliante carosello, personaggi meravigliosi, figure che si affacciano da piani temporali diversi…

Storia, arte, mistero, un crimine da risolvere…

A me sembra un mix perfetto,  a voi?

Ringrazio la Ce per la copia

Post by Sara P.

CREATRICE E AUTRICE

Sara Petrolini

sara
Mi chiamo Sara Petrolini. Sono un’archeologa laureata all’Università La Sapienza di Roma e un'autrice esperta di content management. Scrivo testi per diversi blog, di storia e archeologia per “Mondo Romano” e di libri e letture per “Latte e Biscotti”. Ho scritto brevi racconti ed ho pubblicato due romanzi: “L’uomo nella foto” ( Dialoghi 2020) e “La verità è figlia del tempo"( Porto Seguro Editore 2021)

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