I luoghi del libro

da | 25 Giu 2020 | L'uomo nella foto

Io sono nata in città e sono Romana da generazioni. Amo indubbiamente la fantastica Città Eterna, però come tutti, quando ho bisogno di uscire un po’ dal solito schema, cerco degli scenari nuovi.

Il mio preferito è la montagna, forse perché i ricordi più divertenti di quando ero ragazzina sono legati alla montagna. Quando ero bambina io, mia nonna e mio cugino passavamo quasi un mese, in estate, nella casa di montagna di mia zia, vicino Rieti. Le montagne lì non erano impervie o altissime, ma lo scenario mi affascinava. La montagna offre una libertà, una gamma di colori e perfino di odori che in città sembrano non esistere. Sono stati giorni audaci e gloriosi quelli, in cui mi buttavo con la bici giù da strade con una pendenza proibitiva, bagnavo i piedi nel ruscello, pescavo girini e mangiavo il tramezzino con la marmellata insieme a mio cugino.

Mia nonna, che era originaria delle montagne vicino Parma, durante queste vacanze ci raccontava delle sue avventure da ragazzina su quelle montagne più lontane e trasformava così i boschi in luoghi incantati parlando dei suoi ricordi.  Poi c’è l’amore per i boschi di mio padre. Pure lui adorava le escursioni e così per diversi anni, almeno una volta l’anno, organizzava per noi una gita nel Parco Nazionale d’Abruzzo.

A questo punto al gruppo si era aggiunto anche mio fratello più piccolo. Si costituiva, in queste occasioni, un’allegra comitiva, in cui mio padre si offriva coma “Alfa” di un vivace gruppetto di ragazzini. Guidava la squadra composta da noi ed i miei cugini, inizialmente sorridente ed ottimista; poi, cioè dopo i primi 20 minuti dell’escursione, noi, piccoli banditi armati di piccozze o bastoni da passeggio, ci avventavamo armati l’uno contro l’altro per contenderci l’unica fragolina selvatica di un bosco intero e lui iniziava a sbraitare echeggiando nella vallata intera. Da ridere.

Poi è venuto l’amore per i boschi delle Marche ed io e mio marito abbiamo pure cominciato a ristrutturare un’antica casa di pietra nel Parco dei Monti della Laga. I nonni di mio marito erano originari di lì e così che sia l’estate o il periodo delle castagne, come possiamo raggiungiamo quelle montagne. E poi? E poi appena le nostre vacanze sono un po’ più lunghe ce ne andiamo sulle Dolomiti. Insomma la montagna è nel mio cuore. Tante volte mi sono chiesta perché e raramente ho trovato una risposta soddisfacente.

La natura, la pace, il fatto che in montagna la vita per chi ci va in vacanza abbia altri ritmi, oppure la bellezza delle cose, una creazione del tempo in cui l’uomo non c’entra…Non lo so, ma credetemi, quando i giorni in città sono grigi e mi sento schiacciata dal caos, penso alla finestrella della mia casa di pietra aperta sulla valle.

E così è nata Settecase, che non esiste nella realtà, ma che è un luogo di natura, pace e relax, popolato di personaggi bizzarri ed insoliti.

L’AUTRICE

Sara
Petrolini

Archeologa, Guida turistica e Scrittrice

sara

IL MIO LIBRO

L’uomo nella foto

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