I cani nella Letteratura Inglese

26 Ago 2021 | Personaggi, Post by Sara P.

Le razze canine più diffuse fra le Lady e i Lord Inglesi

In occasione del Blog Tour di “Omicidio all’Inglese” di Verity Bright, oggi ci occupiamo delle razze canine più diffuse fra Lord e Lady inglesi. Leggendo il libro, o il seguito di questo articolo capirete perché.

E, dal momento che qui su Latte&Biscotti ci occupiamo di libri, parleremo dei nostri amici a quattro zampe partendo da alcune citazioni letterarie. Del resto, è risaputo che proprio nei romanzi possiamo ritrovare gli indizi più preziosi su abitudini, gusti e vizi delle società passate. Dobbiamo solo spostarci nella bella Inghilterra per iniziare il nostro breve Tour,  in tre tappe, fra citazioni letterarie e razze canine.

Ma perché l’Inghilterra? Perché fra i tanti meriti che spettano all’ Inghilterra, c’è anche quello di avere selezionato una cospicua quantità di razze canine. Alcune  divennero oltre che una moda una vera e propria ossessione per i nobili inglesi. E questa passione, che riguardasse i cani da caccia o da compagnia, si manifestò in modo piuttosto evidente a partire dall’epoca Vittoriana, per lasciare col passare degli anni l’eredità  preziosa di razze di cani sempre più belle e maggiormente abili alle loro mansioni specifiche. Ma iniziamo il nostro percorso…

Il Carlino

“Trascorreva le giornate seduta su un sofà, elegantemente vestita, intenta a un qualche lavoro d’ago di poca utilità e di nessuna bellezza, pensando più al cagnolino che ai figlioli.”

E così, cioè piena di attenzioni per il suo carlino Pug, viene descritta in Mansfield Park” di Jane Austen la zia della protagonista, Funny Price.  Un piccolo ritratto di una moda, all’epoca molto diffusa. Sembra infatti che a partire dalla sua prima importazione in Europa, il carlino sia diventato con una certa rapidità  una  “mascotte” quasi imprescindibile, per la nobiltà e le Ladies inglesi, ed abbia raggiunto il massimo della popolarità in Età Vittoriana. Ma dove proviene il Carlino? Secondo le teorie più accreditate si tratta di un’antica razza canina cinese, importata in Europa nel Seicento e immediatamente accolta con grande favore nei Paesi Bassi e nella Gran Bretagna. Grazie soprattutto ai suoi tratti fisici peculiari si prestava al ruolo di toy-dog, di piccolo “accessorio”, in grado di fare status. E con questa funzione di cane da compagnia, la razza ebbe un grande successo, e fu ritratta da autrici e autori inglesi nei salotti lussuosi di Signore pigre e indolenti. 

Il Bulldog 

“Era il bulldog di suo zio che, sbuffando rumorosamente, con le zampe rigide che lo facevano dondolare avanti e indietro, caracollava per raggiungerla”

E avanzando così, rigido e lento,  il vecchio Gladstone raggiunge Lady Eleanor Swift , per accompagnarla nella passeggiata che segnerà la svolta nel suo soggiorno a Henley Hall.

Nel romanzo, “Omicidio all’inglese” di Verity Bright, Gladstone è un attempato e pigro cane da compagnia, che segue la protagonista nelle sue scorribande. Il Bulldog, però, ha in origine una funzione ben diversa. L’old english bulldog venne allevato inizialmente (e parliamo dei primi dell’Ottocento) come razza per il bull-baiting, o per il  combattimento tra cani . All’epoca si cercò di selezionare gli esemplari secondo tratti fisici e di temperamento che ne accrescessero le possibilità di successo nella lotta. Fu solo successivamente, nel tardo XIX secolo che dall’old bulldog fu selezionato l’english bulldog. E al giorno d’oggi, grazie ai criteri di selezione ormai mutati da più di cento anni, il bulldog inglese è a pieno titolo un cane da compagnia.

Fox Terrier e Airedale Terrier

“Ricacció giù l’airedale della sorella che gli stava dando delle zampate sulle gambe, con l’occhio puntato su un dolce. (…) Diede un colpetto al divano, in segno di invito, e Wuffy ci saltò sopra e si mise comodo. Il fox terrier, vedendo favorire il suo rivale, cominciò a ringhiare.” 

“Non ti capisco, ragazza mia […] Una giovane donna che aiuta i cacciatori e fa correre i beagle dovrebbe sapere come si gestiscono i cani”

Così in “Pomfret Towers” di Angela Thirkell, i fratelli Wicklow, amici di Alice Barton, la giovane e insicura protagonista, si destreggiano fra cani da caccia esuberanti e impetuosi, restii alla disciplina. Quali?

L’Airedale Terrier. Fu selezionato nell’Ottocento dai pescatori dell’Aire, incrociando altre razze Terrier, con lo scopo preciso di produrre una razza di cani adatta alla caccia delle lontre. L’Airedale Terrier, infatti, non mostrava timore di introdursi negli specchi d’acqua paludosi e di penetrare nelle tane parzialmente sommerse delle lontre. Successivamente la specie, vista la versatilità e il coraggio fu utilizzata anche per la caccia ad animali di grossa taglia, come orsi, lupi e cinghiali. Ma non solo: l’Airedale Terrier fu uno dei primi cani ad essere reclutati nell’esercito britannico.  Durante la prima guerra mondiale ricoprì l’importante compito di messaggero fra le  trincee nelle Fiandre.

Il Fox terrier. è un cane da caccia, selezionato con lo scopo preciso di snidare le prede perché i cacciatori possano predarle. Il fox Terrier veniva impiegato in Inghilterra,  luogo d’origine della razza, principalmente nella caccia alla volpe. Questo cane nel momento della caccia, separato dal resto della muta, individua e segue le volpe fin nella propria tana, minacciandola fino a stanarla, cioè a spingerla fuori dal proprio rifugio. Visto l’amore per la caccia alla volpe, che distingueva all’epoca i Lord inglesi, questa razza fu molto popolare per tutta la fine dell’Ottocento e fino alla metà del secolo successivo. Pare che a decretare il successo di questa razza , sia stato nientemeno che il re Edoardo VII del Regno Unito, che ne fu grande estimatore.

E se avete trovato interessante questo post, non perdetevi le altre tappe del Blog Tour

CREATRICE E AUTRICE

Sara Petrolini

sara
Mi chiamo Sara Petrolini. Sono un’archeologa laureata all’Università La Sapienza di Roma e un'autrice esperta di content management. Scrivo testi per diversi blog, di storia e archeologia per “Mondo Romano” e di libri e letture per “Latte e Biscotti”. Ho scritto brevi racconti ed ho pubblicato due romanzi: “L’uomo nella foto” ( Dialoghi 2020) e “La verità è figlia del tempo"( Porto Seguro Editore 2021)

I MIEI LIBRI

L'uomo nella foto

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