“Estremi rimedi” di Thomas Hardy

da | 7 Giu 2020 | Libri

Parliamo ancora di letteratura inglese del 1800, ma in modo diverso. La letteratura inglese del 1800 è un universo infinito e meraviglioso in cui potrete trovare veramente qualsiasi cosa vogliate. Ma in questo post ci occuperemo in particolare di un’opera, “Estremi Rimedi” di Thomas Hardy. Innanzi tutto va fatta una premessa, se non conoscete l’autore. Rispetto ad altri scrittori del 1800 Hardy ha un’ interessante predilezione per le atmosfere gotiche e questo appare evidente nel libro di cui parliamo.

Se altri autori come Jane Austen si dedicano ad un romanzo “of manners”, cioè tutto incentrato sulla vita, le consuetudini ed i modi della borghesia dell’epoca, in Thomas Hardy ed in “Estremi rimedi” c’è forse di più.

Anche se il romanzo è l’opera d’esordio di Thomas Hardy, ci sono già nella storia tutti gli elementi che rendono le sue opere diverse ed uniche. Innanzi tutto c’è un’attenzione particolare alla psicologia dei personaggi ed alla loro vita interiore: vengono ritratti in modo straordinario e completo, fino a cogliere anche le sfumature più cupe della loro personalità.

Poi c’è un intreccio impeccabile. Leggendo il libro vivrete un’intensa storia d’amore fra la protagonista, Cytherea Graye, una giovane donna innamorata dell’amore ed ingenua, molto simile alle protagoniste di Jane Austen, ed il misterioso Edward Springrove. E questa Love story combattuta sicuramente vi affascinerà: segreti ed impedimenti di natura varia ostacoleranno l’unione dei protagonisti fino al felice epilogo della storia. Già questo potrebbe bastare, vi direte, se siete in cerca di una lettura coinvolgente, intelligente, ma che non vi stravolga la mente. Eppure c’è addirittura di più: c’è la storia nella storia. E questo è l’aspetto che mi ha sorpreso maggiormente: perché ad un tratto Hardy mescola a tutto questo gli elementi della sensation novel. Per dirla nel modo più chiaro possibile è come se Hardy avesse costruito un intrigo da romanzo giallo all’interno del classico romanzo d’amore dell’800. Ci sono colpi di scena, intrighi inganni e macchinazioni, che culminano in un crimine, a rendere dinamico l’intreccio. Insomma l’effetto suspense è assicurato.

E tutto funziona stranamente bene. Il libro l’ho adorato. Sinceramente ad un certo punto non sapevo più il perché: non capivo se l’ansia di tornare alla lettura delle pagine fosse dovuta alla smania di vedere il colpevole incastrato, o al desiderio di vedere la love story concludersi felicemente. Però ha funzionato. Sicuramente. Quindi da leggere, a mio avviso e per tanti motivi:

1. perché la scrittura di Hardy è meravigliosa;

2. perché nei personaggi c’è quel giusto equilibrio che li rende reali;

3. perché la trama sapientemente costruita vi tiene inchiodati alla lettura, senza trasportarvi in un mondo melenso di dichiarazioni amorose o in uno scenario troppo tetro di drammi e tragedie estreme.

Insomma brividi d’amore e di mistero….

IL LIBRO IN BREVE

Cytherea Graye ed il fratello Owen restano orfani a seguito di un drammatico incidente e costretti dalla necessità di mantenersi, abbandonano la città in cui vivevano in cerca di un’occupazione. Cytherea si innamora, durante la sua permanenza nella nuova città, di un collega del fratello, Edward Springrove. Ma il loro sembra un amore impossibile. Dopo una breve incontro romantico che incoraggia le aspettative di Cytherea, i due sono costretti a separarsi. È un momento drammatico per Cytherea poiché questa sofferenza  si unisce alle difficoltà economiche. Così inizia la ricerca di un impiego e alla fine  trova una sistemazione come dama di compagnia di una ricca e misteriosa signora, Miss Adclyffe. Cytherea si trasferisce nella sua residenza, e scopre che a poca distanza da lei vive la famiglia di Edward. È solo una questione di tempo e presto i due si incontrano nuovamente; non riescono però a mettere fine ai loro tormenti amorosi. Miss Adclyffe ed il misterioso protetto di lei, Mr. Manston, faranno di tutto per separarli, spingendosi oltre il limite della morale, ma non solo…

CURIOSITA’

Nel libro il padre di Cytherea è un architetto e ci sono alcuni richiami alla professione nella descrizione delle attività degli altri 3 uomini del romanzo: Owen, Mr. Manston ed Edward. Ma perché? Perché Hardy era un architetto “pentito”. Studiò architettura ed abbandonò la contea di origine del Dorset, per trasferirsi a Londra dove per un periodo esercitò la professione, ma presto rinunciò per dedicarsi alla letteratura.

L’AUTRICE

Sara
Petrolini

Archeologa, Guida turistica e Scrittrice

sara

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