Donne al telefono

da | 2 Mag 2020 | storie da ridere

Donne al telefono:

Cominciamo col dire che tutte quelle storie che vi rifilano sul fatto che le donne siano più propense ad intrattenere rapporti sociali e più inclini alla conversazione sono balle. Voi siete costrette a stare al telefono e vi dicono pure che lo fate per voi!

Come si dice? “Cornuto e mazziato” recita la saggezza popolare.

Ma facciamo luce sulla questione procedendo con ordine. Rispondiamo con sincerità alla domanda “ma perché una donna passa le ore al telefono?”

Dunque facciamo una serie di considerazioni.

La donna è multitasking si sa e gran parte delle sue attività le dirige proprio  attraverso il telefono. I figli, la casa, le relazioni sociali con amici e parenti e perfino il lavoro…tutto passa per il telefono.

Inevitabilmente anche la vita scolastica dei vostri figli  rientra in quelle pratiche da svolgere attraverso il canale telefonico, perché è uno degli argomenti che siete quotidianamente costrette ad affrontare. E torniamo sempre lì. Quindi telefonate “per motivi scolastici”.

Prima di tutto stalkerizzate le povere criste, madri dei compagnucci dei vostri figli, per sapere su quale piattaforma le maestre abbiano caricato i compiti. Avete perso il conto delle modalità di accesso ai compiti e mentre il telefono è pronto all’autocombustione, sperate solo che qualcuno vi illumini. Aspettate che vi dicano dove stanare le consegne con la stessa trepidazione con cui a suo tempo avete aspettato i risultati del test di gravidanza. Quando il trillo del telefono vi annuncia che finalmente il vostro informatore vi ha fatto la soffiata, vi precipitate sulla piattaforma in questione. E lì troverete messaggi criptici: pagine citate senza titolo del libro di testo, chiari riferimenti ad attività pregresse che fino a 5 minuti prima avevate serenamente ignorato. Così siete di nuovo nel pallone e ricominciate. Fate almeno altre 3 tentativi di chiamata a chiunque: nella disperazione avete chiamato pure la toletta per cani. Però, disperate ed esauste( sono già passati 35 minuti) alla fine avete risolto e soddisfatte avete concluso la prima sessione telefonica, che in realtà è la seconda.

Appena mettete giù il telefono, aspettando che sfiammi, squilla nuovamente. È la nonna dei vostri teneri frugoletti. E che fai? Alla nonna, mia madre, non rispondi.? Lei vi chiederà come stanno i nipotini, che fanno e come si sentono. Quello che però la premurosa vegliarda non ricorda è che già la seconda volta che chiama. Perché ciò che non vi ho detto è che la prima chiamata, ogni mattina, nel momento più inopportuno è quella di vostra madre. In tempi normali chiamava sistematicamente mentre eravate sulla porta con due zaini a tracolla, le chiavi di casa in una mano e quelle della macchina in bocca. Riflettete” in fondo la dea Kali la sapeva lunga”, vi dite. E mentre pregate Iddio di darvi seduta stante una terza e quarta mano, sentite il telefono che squilla e squilla e squilla. Adesso che la scuola si fa  a casa, la nonna continua a chiamare sistematicamente alla stessa ora. Il trillo non vi fa ingoiare le chiavi della macchina, ma vi fa sobbalzare perché, glielo avrete detto almeno 1000 volte, visto che potete cercate di dormire un po’ di più. Quindi siamo già alla seconda o terza esperienza telefonica. Ma poi perché? Vi chiedete. Ma che può essere cambiato rispetto ad una telefonata di poche ore prima? Quali novità? Non credo che abbiate ordinato nuovi figli in consegna rapida. Devono essere sempre gli stessi ed a meno che abbiano il ciclo vitale di una falena è impossibile che i vostri figli abbiano maturato nel frattempo cambiamenti significativi. Comunque, al di là di ogni ragionevole considerazione, voi siete state al telefono altri 20 venti minuti.

Ma non finisce qui. Segue un’importante telefonata di lavoro, un colloquio confuso e fuorviante con il commercialista e l’organizzazione di una serie di appuntamenti. Qui avete dato il massimo di voi. Avete perso ogni dignità. All’inizio, di sottofondo si sentivano le grida dei vostri figli che in lontananza si pestavano. Poi le grida sono diventate suoni sempre più distinti finchè  arrivati alla questione di tasse, contributi, bruscolini e tric e trac, vostra figlia ha deciso di andare a cagare. Ma letteralmente. Lo fa sempre! Con un tempismo strabiliante: quando voi siete al telefono o finalmente sedute a tavola, dopo aver sfacchinato come mule. Ok il telefono adesso come potete sostenerlo? Ma letteralmente intendo. Il vivavoce sarebbe imbarazzante, con il rumore dello scarico. Gli auricolari sono troppo corti, non coprirebbero la distanza fra il bidè dove state a lindare le chiappe della ragazzina ed il bordo della vasca. E poi, ricordo doloroso, l’ultima volta che avete poggiato il telefono lì è finito a bagno nella tinozza con le mutande cagate della ragazzina. Quella volta vi eravate prese più tempo per concludere la conversazione…. Quindi, saggiamente, piegate in modo innaturale la testa sulla spalla per bloccare il telefono che fonde. La vostra guancia è gravemente ustionata dal display rovente e sullo schermo c’è uno strato appiccicoso di fondotinta misto a sudore. AHA AHA , povere ingenue vi eravate truccate. Ma che avrà detto poi il commercialista? Che avete finito il sapone intimo? No quello lo avete visto mentre piegavate la testa per non far cadere il telefono. Ottimo, altri 20 minuti al telefono. Però, siete solo al capitolo 3 del volume “telefonate del giorno”.

Vi manca il 4: l’organizzazione domestica. Dovete sistemare varie cose:

  1. il cane deve andare dal veterinario per il vaccino= 5 minuti
  2. Con il grande dovete programmare l’appuntamento dal dentista= 5 minuti
  3. internet non funziona quindi chiamate il call center della compagnia telefonica= 55 minuti.

Ovviamente non avete capito una mazza e porterete il cane dal dentista per la pulizia dei denti e vostro  figlio a lavare, ma senza museruola.

Avete girato ed orientato il telefono in ogni direzione, usato ogni estensione possibile dello stesso: cuffie a paraorecchie, auricolari wireless e siete state pure tentate di ingoiarlo per digerire l’attività telefonica intensa e risolvere il famoso problema della terza mano per telefonare mentre digitate alla tastiera, cucinate, o pulite. Con il vivavoce sul terrazzo avete pure confidato i vostri più intimi segreti al vicino che detestate e alla fine?

Alla fine, quando tutto sembra essere perduto vi chiamano le vostre amiche. Potrebbe essere la conversazione migliore della giornata. Ma tutti hanno bisogno di voi in quel preciso istante. Figli e marito chiamano. La più piccola vi strattona perché proprio in quel momento è accaduto qualcosa di cruciale, il cane ha iniziato ad abbaiare.  E voi le tentate tutte, passate da una camera all’altra cercando pace. Vi arrampicate sul cornicione, proibito al resto della famiglia, per cercare campo (o state tentando la fuga dalla finestra?).

Insomma siete alla ricerca di 5 minuti di pace e le provate tutte, veramente. Ricordo a tale proposito la mia amica L. , un faro nella nebbia per me. Durante una chiamata si è chiusa in bagno e nascosta nella vasca. L. tu stai sempre oltre!

Ma poi? Poi la giornata è finita…

Allora ditemelo un po’ voi!  Tutto questo succede a noi donne perché “ci piace chiacchierare”?

Io direi di no e voi?

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L’AUTRICE

Sara
Petrolini

Archeologa, Guida turistica e Scrittrice

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