La seduzione

8 Set 2020 | Caro diario

Mi è capitato recentemente, di trascorrere qualche giorno fuori, in compagnia della mia adorabile famigliola. Devo dire che i primi giorni sono stati da sogno…I bambini hanno camminato a lungo, mangiato schifezze senza sosta, senza però eruttare come fetidi vulcani, ed hanno chiesto il bagno solo 35 volte in un giorno. Le premesse dunque erano buone…inizialmente.

Poi, ovviamente, quando la novità è diventata routine, hanno cominciato a battibeccare e pestarsi come al solito. Devo dire, con grande soddisfazione, che ho capito che la mia condizione sia in realtà molto diffusa. Lo ho realizzato qualche sera fa, mentre eravamo a cena fuori. Ai tavoli a sedere erano presenti tipologie diverse di avventori, ma due erano maggiormente attestate.

Coppie senza figli, intente in un’evidente pratica di corteggiamento; e genitori “on the road”, sulla via. Quale via? Quella per portare i figli piccoli al bagno, necessità che questi ultimi mostrano appena la forchetta  viene avvicinata alla bocca; genitori sulla via che circumnaviga il tavolo, mentre inseguono i pargoli che si pestano e si alzano continuamente.

Detto questo, guardando l’altra metà del cielo, sono stata colta da grande curiosità. Cioè, mi sono chiesta: in che modo le persone esercitano il loro fascino, nel tentare la seduzione? E mentre i miei figli giocavano alla roulette russa con la forchetta, e mio marito gridava “che? che?” non riuscendo a capire nulla della conversazione prima in corso, mi sono data ad una più attenta osservazione.

Ecco quello che ho imparato:

Ho capito, prima di tutto che la postura è importante. Se state curve, non date idea di sicurezza e poi se siete un po’ fuori forma, il vostro profilo potrebbe assomigliare ad una B maiuscola corsiva. Poco attraente. Allora bisogna ostentare decisone. Le più ardite seduttrici, ho notato, flettono il decolté in avanti, verso il tavolo, arrivando con la scollatura a sfiorare appena la superficie del tavolo stesso. Se poi siete, donne fortunate, dotate di gambe lunghe da gazzella, potreste accavallare le gambe al lato del tavolo e non sotto, in modo che siano bene in vista. Mi suggeriscono poi certi esperti, che la veduta di tre quarti sia la prospettiva  che meglio valorizza il viso, quindi tentate. Se riuscite anche a tirare su il mento, allungherete la linea del vostro collo.

Ma ricapitoliamo: schiena dritta, busto flesso in avanti, testa di tre quarti a destra, gambe accavallate fuori dal tavolo a sinistra. Ma Sant’Iddio, a meno che abbiate il bacino sganciato dal resto del corpo, rischierete un drammatico effetto molla: arrivate al massimo della tensione, potreste svolgervi rapidamente , urtando, nell’ordine, lo spigolo del tavolo col ginocchio, i piatti col decolté, la faccia del vostro amato col mento (se spinto da un raptus passionale si è avvicinato molto). Cioè, sarete sinuosamente pericolose. Esistono anche piccole varianti per le principianti che ho potuto osservare e sembrano più accessibili, ma non voglio riferirle, qui si punta ai massimi risultati.

Lanciato l’amo della seduzione con la postura del corpo, si potrebbe continuare  con l’amabile conversazione. Ma conciate così, con spacchi su ogni 20 cm del corpo, ed arrotolate come cobra, dovrete fare uno grosso sforzo. Comunque se avete la tempra fisica, e superate questo primo scoglio, sappiate che l’argomento potrebbe essere un problema.

Potete ridere. Lui si sentirà divertente e padrone della serata. Ma usate con cautela questo richiamo. Se lui vi dice che sta lottando con se stesso ed è indeciso se farsi prete o no, non ridete, alzatevi e scappate. Non si ride in caso di grosse perdite in generale: soldi, congiunti, bestie e chiavi. Non è mai una battuta. Anche se vi dicono di soffrire ancora per la perdita del loro cane da riporto, saltato giù dal balcone all’inseguimento di una pallina lanciata con forse troppa veemenza.

E comunque, non ridete mai con il pasto in bocca. Frammenti del bolo potrebbe colpirlo come una granata esplosa e  ricoprirgli la faccia. Questo l’ho capito dall’osservazione sul campo.

Ma se pensate, che l’eccessiva ilarità, possa costituire un rischio eccessivo, potreste fare le intellettuali.  Attente, però, tutto va dosato con cautela. Il tono di voce deve essere basso profondo, e mentre argomentate con questi caldi toni della voce, ammiccate saltuariamente, facendo oscillare poco la testa.

Questo atteggiamento, deve essere accompagnato da argomenti seri, ma non seriosi.

Da evitare:

1. l’ultimo stronzo che vi ha lasciato perché gli avete fatto notare che la parola “schizzofrenetico” non esiste. Dareste l’impressione di stare lì a correggere.

2. Niente citazioni storiche o  letterarie: né Lucrezia Borgia, né Medea…evitate potrebbero essere percepite come una minaccia.

3. Niente argomenti che potrebbero trarli in inganno: Platone non è un pianeta, Plauto non è l’amico di Topolino e così via…e poi che palle, dovete sempre stare lì a far vedere che citate l’antico….

Resta poi l’annoso capitolo cibo: quanto è giusto ordinare? Che tipo di pietanza ?

Questo non l’ho mai capito…Poco o tanto? Sano o grezzo?

Certo, zampillare rigoli di unto non deve sembrare attraente. Ma ordinare una pizza non pizza (cioè senza sugo, senza formaggio, senza glutine, senza sale) deve suonare un tantino deprimente.

È  poi possibile che se è a lui nota la storia dei peccati capitali, il vostro commensale, vedendovi preda della gola, pensi che siate altrettanto propense alla lussuria. Cioè potrebbe costituire per lui un incentivo ad approfondire la conoscenza.

Ma praticate la gola con moderazione.

Allora bandite:

1 Pollo succoso ungimani da mangiare senza forchetta: sguscerete al reciproco contatto come anguille;

2 insalata scondita di tutto: troppo triste

3 Roba verde cotta, come spinaci, cicoria, broccoletti: resta sempre qualcosa fra i denti.

Optate invece per:

1.Caldo tortino ripieno al cioccolato

2. Salsiccia maxi

Entrambi godibili al palato e garbatamente allusivi.

3. Cibi afrodisiaci in generale

Ecco questo è quello che ho osservato ed ho potuto imparare.

Però un’ultima cosa la voglio scrivere.

Quando io ho conosciuto mio marito, non sapevo nulla di tutto ciò, eppure ha funzionato.

È possibile, allora, che poi non servano così tanti consigli, ma il caso e la giusta alchimia facciano il grosso. Proprio come un giro alla roulette e non come quella russa dei miei figli, che rischiano di trapassarsi con la forchetta ogni giorno.

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CREATRICE E AUTRICE

Sara Petrolini

sara
Mi chiamo Sara Petrolini. Sono un’archeologa laureata all’Università La Sapienza di Roma e un'autrice esperta di content management. Scrivo testi per diversi blog, di storia e archeologia per “Mondo Romano” e di libri e letture per “Latte e Biscotti”. Ho scritto brevi racconti ed ho pubblicato due romanzi: “L’uomo nella foto” ( Dialoghi 2020) e “La verità è figlia del tempo"( Porto Seguro Editore 2021)

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