Dove ho messo le chiavi?

19 Ago 2020 | Caro diario

Premesso che l’essere umano ha necessariamente una soglia di attenzione variabile a seconda dell’individuo,  ma comunque limitata ed è lungi da me ricercare la perfezione, si possono fare delle riflessioni stimolanti sul livello di rimbambimento raggiungibile nelle 24 ore. 

Le spie in alcuni casi sono evidenti…..ne elencherò alcune giusto per condividere le esperienze e consolare tutti coloro che con pudore o reticenza fingono di ignorarle, sperando che sia un fenomeno transitorio. A volte questi segnali si presentano già di prima mattina. Quando ad esempio vi svegliate  presto per andare a lavoro , dopo aver trascorso la notte a riflettere sulle cose da fare l’indomani.  Nella testa vi siete ripetuti per tutta la notte che avete da farne almeno 150 di cose importanti …peccato che al risveglio ve ne ricordiate al massimo 5. Ed allora fra i classici si fa strada l’immancabile “E che dovevo fare qui”?

Cioè  vagate senza meta dentro casa alla ricerca dell’ispirazione. Raggiungete la cucina vi bloccate  davanti al frigo e vi chiedete: “ma perché sono qui? Che dovevo fare?”

Eppure normalmente siete delle persone sufficientemente intelligenti,  quindi cercate di ricostruire gli eventi.

Davanti al frigo…..sicuramente non è per stirare. Allora? Bo? E guardate sospettosi l’elettrodomestico …anche se è molto pulito e lucido non vi dirà che siete “la più bella del reame“, questo è  chiaro da subito…allora non vi siete recati lì in cerca di autostima….Siete perplessi ma poi arriva l’illuminazione…dovevate scongelare il necessario per il pranzo….quindi muovete l’anta aprendo il frigo come un tempo fece Pandora col vaso.  Ora il mondo non sarà più lo stesso e voi sarete tormentati dalla consapevolezza che manca sempre un ingrediente, che avete dimenticato di comprare….pace! Ma la cucina è solo l’inizio. Ed a meno che viviate in un monolocale o bilocale, e che perciò  per la natura stessa della vostra abitazione siate liberi dalla minaccia di rimpallare confusi da una parte all’altra, ne avrete per un bel po’. Ma, e sottolineo MA, la cosa potrebbe avere dei risvolti interessanti:  vi farà scoprire angoli insoliti e nuovi scorci a casa vostra e socializzerete anche con oggetti e cose inanimate. Chiederete allo sportello della credenza che cosa dovevate prendere, al mobile del bagno quali sono le vostre priorità ed all’armadio in che stagione siamo…

Ma questo è il primo step.

Il secondo classico è “dove ho messo gli occhiali ?”

 Questo dilemma esistenziale può riguardare solo voi nel caso migliore, nell’ipotesi peggiore altri vostri congiunti.

Che poi cercare gli occhiali da vista è una grossa impresa, perché se vi servono per vedere, ma non ce li avete in faccia, è poco probabile  che li ritroviate facilmente. Ma allora perché ve li siete tolti? Non ha molto senso! Così insulterete selvaggiamente voi stessi per la sventatezza, imprecherete sbraitando in ogni stanza e rovesciando il contenuto di ogni borsa anche quelle che non usate da 5 anni, finché non arriverà quel momento.  Quale? Quello in cui vostro figlio vi guarda basito e dallo sgomento  dipinto sul suo volto capite che li avete sempre avuti in testa, seppure non sul naso.

E poi c’è il capitolo chiavi. Capitolo dolorosissimo.

A meno che siate mistici emuli di San Pietro,  dubito vi piaccia trascinarvi dietro 10 chili di enormi chiavi. Eppure questo succede.  Supponiamo che usciate per ultimi da casa per andare in macchina ad aprire l’ufficio e poi a casa dei vostri genitori per annaffiare le piante. Cavolo, sono 4 mazzi di chiavi. Li trasportate come pesante zavorra nella borsa ed ovviamente non vi capita mai la chiave giusta a portata di mano.  Pensavate che la vostra borsa di 70 x 90 cm a 23 scomparti fosse perfetta per affrontare ogni contingenza,  ma non ricordate l’abbinamento tasca-chiavi. Quindi di fronte allo sportello della macchina proverete ad usare ogni tipo di chiave che è saltata fuori….per ingannare la macchina, affinchè essa si apra di sua spontanea volontà, produrrete richiami acustici simil antifurto con la paperella di gomma del cane finita nella borsa. Ed alla fine, inserito il braccio fino al gomito nella tasca più grande della borsa, aspetterete che questa vi restituisca l’arto e possibilmente il set giusto di chiavi.

Insomma capirete che la natura dell’essere umano è insolita,e che siamo pieni di interrogativi: che ci faccio in cucina? Dove ho lasciato gli occhiali? Dove ho messo le chiavi? 

Ed ognuno di noi si misura dalle risposte che trova…

Allora se nessuno di questi accidenti vi è mai capitato, sappiatelo ora, siete semidei. Siete creature straordinarie nate dall’unione di una mortale e di una divinità e questo intendeva vostra madre quando vi disse che oltre a vostro padre ha avuto solo un altro ragazzo. Se vantate un dignitoso 2 su 3 siete da ammirare, anime del purgatorio in una via di mezzo….ma se avete totalizzato un punteggio pieno siete le star del rincoglionimento; siete sovrani indiscussi di un regno fatto di misteri (ma ho spento il gas sotto la pentola prima di uscire?) e soprattutto siete in buona compagnia, sempre che i vostri fedeli compagni ricordino dove trovarvi…

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CREATRICE E AUTRICE

Sara Petrolini

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Mi chiamo Sara Petrolini. Sono un’archeologa laureata all’Università La Sapienza di Roma e un'autrice esperta di content management. Scrivo testi per diversi blog, di storia e archeologia per “Mondo Romano” e di libri e letture per “Latte e Biscotti”. Ho scritto brevi racconti ed ho pubblicato due romanzi: “L’uomo nella foto” ( Dialoghi 2020) e “La verità è figlia del tempo"( Porto Seguro Editore 2021)

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