“Al mutare del vento. La vera storia di Arianna, Teseo e il Minotauro” di P. M. Liotta

27 Giu 2021 | Fantasy e Fantascienza

La trama

Il libro narra la storia di Arianna, Teseo e il Minotauro – il mostro metà toro e metà uomo- andando oltre la versione classica del mito, e attribuendogli il significato nuovo e coraggioso del sacrificio d’amore.
Asterio, cioè Minotauro, è il figlio più giovane di Minosse, un erede diverso da tutti gli altri figli del re di Creta: è irsuto, tozzo, scuro, non bello. Tanto differente dagli altri principi e principesse di Creta che si vocifera sia un figlio illegittimo. Pasifae, la regina, dicono lo abbia concepito amando uno splendido animale, spinta a ciò da una folle passione ispirata per vendetta dagli Dei. Minosse, dice di amare il più giovane dei figli, ma il desiderio di fuggire a malignità e maldicenze, e la necessità di reggere con il pieno rispetto dei suoi sudditi un impero potente e importante lo inducono a sacrificare Asterio, che viene rinchiuso nel labirinto disegnato da Dedalo. Arianna, la bellissima figlia di Minosse, però, si muove a compassione e spinta dall’amore sincero nei confronti del fratello Asterio, ordisce un inganno ai danni di Minosse, con la complicità di Teseo.

La mia opinione.

Devo dire che ho trovato questo libro molto interessante e mi è piaciuto molto. Il fatto che il racconto inizi con dei monologhi, permette a ciascuno degli attori di questo mito di esporre il proprio punto di vista, dando alla vicenda l’aspetto e la profondità di una storia personale, vissuta in modo molto intenso. Insomma, grazie a questa sua nuova versione, il mito assume dei toni più umani, e viene riattualizzato raccontandoci di sentimenti (dolore, sofferenza, disillusione, a volte rancore) dei quali tutti possiamo essere facilmente partecipi.

I personaggi. Le protagoniste femminili sono quelle che ho amato di più. Sono creature a cui gli uomini o gli dei impongono una condizione o un destino, ma che vorrebbero essere vive e libere.

Pasifae (moglie di Minosse e madre del Minotauro e Arianna)  è una donna che è stata delusa e tradita nelle sue aspettative.  È stata condotta a Creta come regina, credendo di essere amata e onorata, ma si è trovata prigioniera di una solitudine profonda “in quelle stanze nelle quali la mia beltà appassiva per i discorsi fuori di testa di un marito smanioso di tenermi tutta per sè”, oggetto di invidie e maldicenze.  E con il tempo è divenuta lo strumento impiegato dalle divinità per punire Minosse. “Sicché Poseidone […] scatenò le sue ire su di noi, facendo in modo che vedessi quel Toro così bello, che me ne invaghissi“.

Arianna, nella versione dell’autrice, non è la fanciulla abbandonata da Teseo, ma è un’eroina coraggiosa e generosa che ha lottato per amore, e che ha rinunciato per amore alla sua felicità. Ha ingannato Minosse per salvare l’amato fratello Asterio. È stata costretta ad abbandonare la sua adorata Creta per la colpa commessa, e poi, raggiunta Nasso, ha detto addio a Teseo, per scontare il proprio gesto in silenzio e solitudine e per liberare lui.

Fra i personaggi maschili, il più interessante è Minotauro, che in questo racconto viene riabilitato dell’autrice.

Minotauro è ben lontano dall’essere il mostro feroce della mitologia classica. In questo libro è un personaggio che racconta della sua solitudine, di desolazione e malinconia. È stato condannato dal padre alla reclusione nel labirinto, ma sembra quasi essersi rassegnato a questo destino pur di evitare il disprezzo di chi costantemente lo irride per la sua diversità.

Molto particolare anche la figura di Minosse. L’autrice propone il ritratto di un sovrano  che a modo suo ha tradito gli affetti,  anteponendo alla moglie e ai figli la ragione di stato. Il suolo ruolo di re da tutelare, la sete di potere sono il motore di tutte le sue azioni. Considera ogni scelta da lui fatta come necessaria per reggere il suo  vastissimo impero e così non riesce ad accettare le conseguenze della sua condotta, vedendosi anzi vittima degli inganni e della volubilità di chi è accanto a lui.

L’ Ambientazione. Lo scenario che fa da cornice al racconto è la bellissima Creta. L’’isola è un luogo antico accarezzato da una primavera eterna e mite,  e dominato dal palazzo di Cnosso. Queste terre vengono evocate in tutto il loro fascino e bellezza: circondate da un mare infinito, forti di rocce che “sono una preghiera ricamata dalla natura”, e battute dalle onde del mare .

Lo stile. Ho apprezzato moltissimo la capacità dell’autrice di parlare la lingua del mito, pur presentandolo in una veste nuova. Il linguaggio usato, la costruzione della narrazione ci fanno respirare appieno l’aria dei racconti della mitologia classica, ma, allo stesso tempo, l’idea di svelare i sentimenti rende il tutto più moderno e attuale. Il mito in un certo senso diventa un racconto personale, intenso toccante.

Perché leggere questo libro…

 Se siete curiosi di scoprire una nuova pagina della storia di Arianna, Teseo e il Minotauro, questo libro vi piacerà sicuramente.

Se pensate che il mondo del mito sia complesso, ma sempre affascinante questo è il libro per voi…

…Attraverso i racconti dei protagonisti di uno dei miti più famosi di sempre, tornerete indietro nel tempo, sulle spiagge della ricca Creta, abbracciata dal mare.

Post by Sara P.

CREATRICE E AUTRICE

Sara Petrolini

sara
Mi chiamo Sara Petrolini. Sono un’archeologa laureata all’Università La Sapienza di Roma e un'autrice esperta di content management. Scrivo testi per diversi blog, di storia e archeologia per “Mondo Romano” e di libri e letture per “Latte e Biscotti”. Ho scritto brevi racconti ed ho pubblicato due romanzi: “L’uomo nella foto” ( Dialoghi 2020) e “La verità è figlia del tempo"( Porto Seguro Editore 2021)

I MIEI LIBRI

L'uomo nella foto

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